Da più di un anno vive in macchina, senza lavoro e in condizioni di grave malattia. A fare i conti con questa situazione è Thomas Toschi, 49enne cesenate.
Cesena, è malato gravemente e dorme in auto: “Mi salvano la musica e il Cesena Calcio”
La scoperta delle malattie
La vita di Thomas prende una svolta nel 2018, quando inizia ad ammalarsi. Negli anni successivi fa sempre più fatica a lavorare e lentamente abbandona il suo impiego fisso. Poi nell’agosto del 2025 la scoperta della malattia: «Mentre stavo lavorando ho iniziato a sentirmi male, provando stanchezza. Così sono andato al pronto soccorso dell’ospedale Bufalini di Cesena, dove non riuscivo neanche a fare due passi, e da lì mi hanno trasferito al Sant’Orsola di Bologna». Il risultato degli esami fa gelare il sangue: «Mi hanno diagnosticato una polmonite bilaterale, una patologia aneurismatica all’aorta e una broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) giunta al quarto stadio Gold». E pensare che solo una settimana prima Thomas aveva suonato il suo basso al Rockin’1000.
Per lui era prevista un’operazione, ma a causa delle condizioni dei suoi polmoni, il chirurgo e l’equipe del Sant’Orsola non se la sono sentita di procedere con l’intervento al cavo aortico.
Le notti in macchina
Già da due mesi prima della diagnosi, Thomas passava le notti a dormire in macchina con sua moglie: «Avevo già perso la casa perché lavoravo poco, e il proprietario non mi ha rinnovato il contratto perché aveva deciso di metterla in vendita». Dopo poco tempo, la moglie, originaria del Venezuela, è tornata nel suo paese d’origine dai suoi genitori. Oggi Thomas vive con una pensione minima e riesce a mettere insieme i pasti quotidiani solo grazie al sostegno della Caritas e delle Cucine Popolari.
Primi passi verso una casa
Negli ultimi giorni la sua vicenda ha trovato risonanza sui social media grazie a diversi appelli. Sul fronte lavorativo non sono arrivate offerte, mentre per quanto riguarda l’emergenza abitativa, in questi giorni farà la richiesta dell’Isee per cercare di entrare in graduatoria per un alloggio. Qualcosa si è mosso anche sul piano sanitario: «Sono stato contattato dall’ospedale, una signora ha segnalato il mio caso. Ora devo inviare i miei dati al “Bufalini” e spiegare la mia situazione, per capire se ci sia margine per un intervento chirurgico locale». Thomas ha poi rivelato di voler sottoporsi all’eventuale operazione solo qua a Cesena: «Non voglio andare a Roma, Milano o altre città. Se devo rischiare la mia vita, allora lo farò qui».
L’amore per il Cesena
Nonostante le difficoltà, la malattia non gli impedisce di coltivare le sue passioni. Oltre alla musica, infatti, ce n’è un’altra che riempie la vita di Thomas: il Cesena calcio. «Sono tifoso dal 1982, quando mio zio mi portava allo stadio. Ogni partita vado in curva a cantare con gli altri tifosi. Andarsene mentre sono in curva sarebbe la morte più bella. Il sogno? Ricevere la maglia del capitano Andrea Ciofi».