Anche quest’anno, nel periodo natalizio, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Forlì-Cesena ha disposto, su tutto il territorio della provincia, in particolare nelle località con maggiore afflusso di visitatori, un rafforzamento del dispositivo di contrasto ai fenomeni di illegalità economico-finanziaria, a tutela di imprese, commercianti, artigiani e, più in generale, degli operatori economici.
Nell’ultima parte del 2025 sono state oltre 440 le pattuglie messe in campo dalle Fiamme Gialle, che hanno eseguito numerosi interventi, sia in uniforme che in borghese, coniugando i prioritari compiti istituzionali con le attività di concorso al mantenimento dell’ordine e sicurezza pubblica.
In particolare, nel settore della tutela del mercato dei bani e servizi, militari appartenenti al Gruppo di Cesena hanno individuato e sottoposto a sequestro, nei confronti di un venditore ambulante, durante un evento, oltre 1.000 prodotti recanti marchi di note griffes, quali Labubu, Hello Kitty, Pokemon, Disney e Marvel risultati contraffatti, mentre, nei confronti di un’attività commerciale gestita da un imprenditore di origine cinese sono stati sottoposti a sequestro oltre 14mila articoli di varia tipologia sprovvisti delle indicazioni minime previste dal «Codice del consumo».
Una analoga attività è stata svolta dai finanzieri della Tenenza di Cesenatico, che hanno proceduto a sequestrare, presso un esercizio commerciale di Savignano sul Rubicone, oltre 1.100 capi di abbigliamento recanti vari marchi contraffatti, nonché dai militari del Gruppo di Forlì, i quali, presso un esercizio commerciale a Bertinoro, gestito anch’esso da un cinese, hanno ritirato dal mercato oltre 600 articoli, tra prodotti cosmetici e capi di abbigliamento per bambini, quest’ultimi privi dei requisiti minimi di sicurezza.
L’azione di servizio svolta nel settore in riferimento ha consentito, nel complesso, di denunciare alla Procura della Repubblica di Forlì due persone, una per il commercio di prodotti con segni falsi e l’altra per la violazione dell’art. 10, comma 3 del D.Lgs n. 204/2015 - che punisce chiunque produce, detiene o pone in commercio prodotti cosmetici che possono essere dannosi per la salute - nonché di segnalare tre persone alla Camera di Commercio per la violazione delle norme previste dal «Codice del consumo».
Da ultimo, gli interventi posti in essere nel territorio provinciale hanno, altresì, consentito di raggiungere risultati anche nel settore del «lavoro sommerso e irregolare», eseguendo 22 interventi che hanno consentito l’individuazione di 12 lavoratori in nero impiegati nei settori della ristorazione/bar, dell’agricoltura, del manifatturiero e del mobile imbottito.