Da Cesena a Los Angeles passando per il basket: Margherita Giubilei nella “hall of fame” degli avvocati under 40 negli Usa

Cesena

Con determinazione, dedizione e un briciolo di sana follia si possono ottenere importati vittorie. Ma soprattutto dolci rivincite. Così può accadere che dall’umile, e forse un po’ stretta, realtà della provincia ci si ritrovi a svolgere la professione dei propri sogni e ad alimentare la propria passione in contesti conosciuti solo nei film. In questo quadro è racchiusa l’avvincente storia di Margherita Giubilei. Nata e cresciuta a Cesena, vive e lavora in California e a 32 anni è già entrata nella “hall of fame” degli avvocati under 40 americani. Aggiudicandosi il titolo di “Top 40 Under 40” di The national trial lawyers nella categoria “Civil plaintiff”. Un premio riservato agli avvocati con meno di 40 anni attivi in tutto il territorio statunitense che si siano distinti nell’attività processuale.

Il premio in California

Da anni stanziata a Los Angeles, dove svolge la professione legale nello studio “AlderLaw”, Giubilei conta anche, nella sua bacheca personale, il riconoscimento “Super lawyers rising Star 2027”. Assegnato solo al 2,5% dei principi del foro della California. «È un premio conferito dall’associazione di avvocati “Super lawyers” ad altri colleghi californiani che siano contraddistinti nell’esercizio della loro attività – spiega Giubilei da Cesena, dove sta trascorrendo le ferie nella casa di famiglia insieme ai genitori, al marito Erik Rush, ex cestista metà svedese metà americano legatissimo alla Romagna per il suo passato tra le fila dell’Unieuro Forlì e alla figlia Olimpia Sofia –. La commissione valuta il numero di cause vinte; la tipologia di casi seguiti e l’ambito specifico del singolo avvocato. L’aspetto più significativo – ammette – è che per essere selezionato è necessario che altri avvocati propongano il tuo nome».

Un vanto di cui andar fieri. Non certo un punto di arrivo. «È un traguardo importante – dichiara –, ma soprattutto una motivazione in più per continuare a crescere».

Il lavoro

Le soddisfazioni maggiori risiedono nell’essenza del lavoro. «Non c’è nulla di più appagante – riconosce Giubilei – di sapere che con il tuo apporto riesci a cambiare la vita delle persone». L’ambito di azione del legale cesenate è il Personal injury. Una branca del diritto civile americano che mette al centro la sfera fisica e psicologica del singolo. «I nostri clienti sono persone che hanno subìto lesioni o infortuni a causa della negligenza o della responsabilità di terzi. Dall’incidente stradale, alle cadute in luoghi pubblici, agli infortuni sul lavoro. Fino ai casi di violenza e abuso sessuale su donne e bambini. Ma sempre dal lato civilistico – specifica –. Quindi, orientati all’ottenimento di un risarcimento economico. Non è poi raro imbattersi in casi di persone che abbiano perso un loro caro per negligenza altrui – continua Giubilei –. Nel mio studio stiamo accanto alla famiglia dalle fasi preliminari all’esito dell’eventuale processo».

Il sistema giudiziario

Come nei popolari “legal drama” statunitensi, i processi americani si risolvono nel convincimento della giuria popolare. «Negli Usa la legge è veramente uguale per tutti – afferma convinta –. La giuria popolare ne è la dimostrazione. Perché delle persone comuni possono immedesimarsi più facilmente nelle situazioni sia dell’imputato che della vittima. Garantendo l’effettiva parità anche fra una persona fisica e una mega corporation. E non è inusuale che il singolo individuo vinca la causa e ottenga un ingente risarcimento dal gigante dell’industria». Una giustizia come raramente se ne vede in Italia? «Non puoi mai riportare indietro qualcuno che non c’è più – dice il legale –, ma in America puoi restituire a chi resta il senso di giustizia che merita”.

L’impegno per gli italoamericani

Non invertirà la rotta del sistema giudiziario italiano, ma certo, Giubilei, potrebbe svoltare la carriera di tanti italiani. «Il prossimo anno – riporta – diventerò presidente dell’Italian American Lawyers Association. Un’associazione di avvocati e giudici italoamericani fondata nel 1977 che promuove le nuove generazioni di legali e magistrati italoamericani». Un sodalizio nato dall’esigenza di difendere i connazionali immigrati oltre Oceano dalle discriminazioni di quegli anni che ha avuto come primo finanziatore Frank Sinatra.

La pallacanestro

E pensare che è cominciato tutto per “gioco”. «Fin da piccola ho sempre giocato a basket. Una passione che è presto diventata parte integrante della mia vita. Culminata nel professionismo in Serie B e in A2. Prima a Cervia poi a Bologna», racconta. Eppure, il salto per il canestro decisivo viene sempre “stoppato”. «In Italia, nel mio caso soprattutto negli anni del liceo, è difficile conciliare un’attività agonistica con lo studio. Il nostro sistema scolastico, l’ho provato sulla mia pelle, fa di tutto per penalizzare lo studente sportivo che raggiunge certi livelli». La rivincita del destino. «Perciò – riconosce senza rancore –, quando un college di Filadelfia, mentre frequentavo il terzo anno di Giurisprudenza a Bologna, mi ha offerto una borsa di studio sportiva e accademica ho accettato senza esitazione».

Cultura americana

In Pennsylvania, Margherita continua a studiare, prima al college poi alla Law school, l’equivalente della facoltà di Giurisprudenza italiana, si laurea in Criminal justice e coltiva la sua passione. Rimpatriando, poi, per conseguire anche la laurea in legge all’Alma Mater. «La concezione dello sport americana è unica. Mi svegliavo alle 4 di mattina per essere in campi alle 5. Ci si allenava fino alle 7.30 perché alle 8 cominciavano le lezioni». Già, unica. «I docenti stessi rispettano gli studenti atleti – spiega –. Anche perché rappresentano l’istituto in tutti gli Stati Uniti. Noi giocavamo la Ncaa, il campionato di basket femminile dei college americani. E poi, i docenti possono verificare se ti alleni realmente poiché la palestra di rifermento è quella del college. Inoltre – conclude – lì realmente se non studi non giochi (ride, ndr.)». E Margherita; anzi, l’avvocato Giubilei, ha studiato, giocato e vinto. Ed è solo il primo parziale.

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