Crac dell’Ac Cesena: al processo penale dichiarazioni spontanee di Foschi e Piangerelli ai giudici

Hanno reso spontanee dichiarazioni nell’aula del presidente Marco De Leva (giudici a latere Giorgia Sartoni e Federico Casalboni) due degli imputati nel processo penale per il crac dell’Ac Cesena: l’ex responsabile del settore giovanile Luigi Piangerelli (ora al Bologna come referente dell’attività di base e che del Cesena è stato per anni nel passato anche giocatore) e il direttore sportivo all’epoca del crac, Rino Foschi.
Al centro delle accuse ora mosse e che per la Procura (pm Francesca Rago) che contribuirono a portare al fallimento societario, ci sono state sempre le plusvalenze dei giovani atleti (soprattutto quelle sull’asse Cesena-Chievo) e nelle proprie dichiarazioni tutti e due gli imputati hanno trattato questa tipologia di argomenti.
Luigi Piangerelli, difeso dall’avvocato Silvia Castellari, con toni precisi e pacati ha spiegato alla corte quello che era il suo lavoro, ha rivendicato la correttezza del suo operato e la trasparenza di quello che era il suo ruolo tecnico, che lo portava ad avere contatti continui con i giovani atleti e con le famiglie degli stessi. Ma per quanto riguarda le compravendite degli atleti tutto, secondo Piangerelli, era sempre in capo alla presidenza (Giorgio Lugaresi, che ha già patteggiato la gran parte delle accuse sul fronte penale) e al direttore generale dell’epoca, Gabriele Valentini (unica figura del periodo a cui il curatore fallimentare ed il giudice civile non hanno mai chiesto nulla sotto il profilo economico e risarcitorio).
Più burrascoso, come nel suo stile storico, l’intervento di Rino Foschi. Che ha parlato di come il suo lavoro nulla avesse a che fare con il settore giovanile. Ha detto di aver “portato” nel tempo nelle casse del Cesena 30 milioni di “vere plusvalenze”: ossia valore di giocatori rivenduti aumentato rispetto all’epoca d’acquisizione del cartellino degli stessi. Additando anche lui per le operazioni contestate a processo come coinvolti il direttore generale Valentini ed i presidente Lugaresi.