Istituita dal ministero della Salute nel 1998 poi fondata nel 2002, la Banca della Cute della Regione Emilia-Romagna, è una delle sole cinque banche della pelle in Italia accreditate dal Centro Nazionale Trapianti e dall’Istituto Superiore di Sanità. Ha sede al Centro Servizi di Area Vasta Romagna a Pievesestina di Cesena e si articola in un laboratorio specializzato nella lavorazione, conservazione e distribuzione di tessuto cutaneo ottenuto da donatore cadavere. È diretta dal professore Davide Melandri, dermatologo e specializzato in chirurgia plastica e dal 2006 ha incrementato l’attività affermandosi nel campo della medicina rigenerativa.
Cesena, «Conservazione, screening, ricerca»: il lavoro eccellente della Banca della Cute. Intervista al direttore Milandri
Melandri quali sono le principali funzioni della Banca della Cute Regionale?
Non si ferma alla semplice conservazione della pelle, ma copre un intero ciclo vitale del tessuto; dalla selezione scientifica alla creazione di nuovi biomateriali. La prima attività è la valutazione rigorosa del donatore in quanto non tutti i tessuti possono essere accettati. La banca, quindi, esegue: screening clinico; analisi sierologiche e microbiologiche per garantire sterilità e sicurezza del tessuto; processazione e trasformazione della cute in laboratori sterili chiamati “Cell Factory; conservazione e stoccaggio per mantenere i tessuti pronti all’uso. Si occupa poi della distribuzione della logistica d’urgenza inviando i tessuti in tutta Italia entro poche ore dalla richiesta. E gestisce le scorte per incendi o esplosioni con molti feriti anche fuori Regione, dove la disponibilità immediata di pelle è un fattore salvavita. E tutti questi processi sono gestiti in sinergia con il Centro Grandi Ustioni della Romagna dell’ospedale Bufalini di Cesena.
Con una importante attenzione alla ricerca...
Ci concentriamo sullo sviluppo di nuovi materiali e nuove soluzioni bioingegnerizzate. Partendo da tessuti naturali per riparare tessuti danneggiati dell’organismo, ferite cutanee e ulcere.
Quali sono gli usi chirurgici più comuni dei tessuti che conservate?
Uno degli utilizzi più comuni del derma lavorato a Cesena riguarda le donne che hanno subito una mastectomia a causa di un tumore. La Banca fornisce il derma decellularizzato, pelle da donatore che viene trattata per rimuovere tutte le cellule, lasciando solo l’impalcatura di collagene. Un sistema naturale usato dai chirurghi oncologici di tutta Italia per sostenere le protesi mammarie, rendendo l’aspetto del seno ricostruito molto più naturale e riducendo le complicazioni. La Banca distribuisce poi bio-tessuti anche per interventi a tendini e legamenti e processa la membrana amniotica.
Come viene conservata la pelle?
Il metodo standard è la criopreservazione in vapori di azoto a circa -180°C/190°C. La metodica prevede l’utilizzo di un apparecchio chiamato “Planer” che attraverso un software di programmazione specifico per il tessuto cutaneo, preparato all’interno di buste apposite ripiene di un liquido crioprotettivo, permette di raggiungere con gradualità la temperatura desiderata. Consentendo il mantenimento dell’integrità strutturale e della vitalità cellulare del tessuto anche a temperature estremamente basse fino a 5 anni. Alternative sono: la conservazione in frigoriferi a -80°C per 2 anni o la glicerolizzazione che abbatte il rischio infettivo, ma elimina la vitalità della cute.
Dov’è che Banca della Cute e Centro Grandi Ustioni della Romagna si incontrano?
La ricerca scientifica condotta in laboratorio è immediatamente orientata alle necessità reali dei pazienti ricoverati in reparto. Per un paziente con ustioni che coprono oltre il 50% del corpo, la pelle sana rimasta non è sufficiente per eseguire solo autotrapianti. In questi casi critici il Centro Grandi Ustioni stabilizza il paziente e prepara l’area della ferita mentre la Banca della Cute fornisce tempestivamente il tessuto omologo necessario. Che viene prelevato dai donatori negli ospedali della rete regionale trapianti e inviato alla Banca per essere processato e preparato per l’applicazione finale sui pazienti che avviene al Centro o che il Centro distribuisce agli ospedali che ne abbiano fatto richiesta.
Quanti sono i prelievi di cute annuali in Emilia-Romagna?
Vengono effettuati circa 60/70 prelievi da donatore per un totale complessivo di circa 200 mila centimetri quadrati di cute e 20 mila centimetri quadrati di derma.
È sempre possibile un trapianto di cute?
In linea teorica è quasi sempre praticabile soprattutto quando si può ricorrere alla cute di Banca, ma nella pratica clinica non è sempre possibile o non sempre garantisce il successo definitivo. Esistono limitazioni biologiche, logistiche e cliniche che determinano la fattibilità dell’intervento. La soluzione migliore è sempre l’autotrapianto, perché ha la possibilità di attecchire definitivamente purché le ustioni non superino il 40-50% della superficie corporea. Per bruciature molto estese e profonde il ricorso alla cute omologa di Banca è imprescindibile. In casi di ustioni totali (90-100% della superficie corporea), il trattamento con cute prelevata dallo stesso paziente è tecnicamente impossibile. Quindi, si ricorre alla pelle coltivata in laboratorio.