Cesena, Villa Mami cerca compratori per risorgere: servono 1,8 milioni di euro

Cesena

Uno dei simboli dell’aristocrazia di marca romagnola e cesenate, poi punto di riferimento della mondanità, cerca nuovi investitori. Si tratta di Villa Mami, una delle dimore iconiche della città, ancora oggi facilmente riconoscibile grazie al suo poderoso cancello affacciato su via Roversano, a San Carlo.

Questo pezzo di pregiata fattura architettonica e artistica è appartenuto a una delle più facoltose casate del territorio: la famiglia Mami. Di cui si hanno notizie frammentate a causa della quasi totale assenza di fonti a riguardo. L’unico libro di testo ad occuparsi di Villa Mami è un manuale redatto da Umberto Foschi e pubblicato postumo nel 1978.

La vendita

L’attuale titolare ha deciso di mettere in vendita l’intera proprietà. Un’autentica tenuta agricola che al centro ha la villa storica, con ancora visibili gli affreschi originali del Settecento al primo piano. E che si espande per 10 ettari di terreno.

Il mandato a vendere è stato affidato all’agenzia “Dove.it Srl” di Milano, che ha stimato un prezzo di cessione della proprietà di 1,8 milioni di euro. Una cifra accessibile a una ristretta cerchia di possibili acquirenti.

«Al momento - spiega l’immobiliarista Gianluca Ambrogetti, responsabile dell’area di Cesena - stiamo offrendo l’intera proprietà solo ad aziende che, oltre alla disponibilità economica, abbiano anche un progetto di totale ripristino, magari già abbozzato in precedenza con qualche architetto».

L’obiettivo è esaltare lo splendore del podere. «L’ideale sarebbe trovare un compratore che possa valorizzare Villa Mami nella sua totalità. Magari trasformandola in un agriturismo con spazio ricettivo e attività agricola, vitivinicola o enologica».

La storia

La costruzione della villa risale al Settecento, quando la famiglia Mami, originaria di Mercato Saraceno, si trasferì in pianura per sfuggire al pericolo del banditismo. A rilevare la casa fu Romualdo Mami, fratello di Francesco Mami, noto avvocato in Roma e amico del poeta Ugo Foscolo, insieme a Francesca Romagnoli, discendente della famiglia originariamente titolare dell’omonimo palazzo collocato nel centro storico di Cesena. Entrambi sono sepolti nella piccola chiesetta sita lungo il viale in ghiaia e alberato che conduce all’ingresso della villa. «Una cappellina di altissimo pregio - dichiara Ambrogetti - Con architettura a botte e costruita in pietra a vista. Dal suo interno si può scendere in una cripta dove, coperte da una lastra di marmo, sono poste le ossa di Romualdo e Francesca. Purtroppo - segnala - non possiede più la sua campana originale di inizio Ottocento, a causa del furto perpetrato dalle truppe napoleoniche».

Il podere

A pochi passi dalla casa padronale, sorge una dependance, «oggi dotata di cantina, locali tecnici e presto zona prendisole», dice Ambrogetti.

Ma l’elemento di maggiore fascino è la conserva alimentare, pertinenza tipica delle ville romagnole «e usata anticamente - aggiunge Ambrogetti - per la refrigerazione a neve, sormontata da un vano pluriuso con camino».

La struttura è dotata anche di un’ampia cucina professionale, sfruttata negli anni per imbandire banchetti nuziali o altre cerimonie private, e ha camere con bagno privato nonché giardini. C’è poi il podere di campi sportivi e un bosco ceduo secolare confinante con il fiume Savio. «Il piano della villa - precisa l’agente - è talmente più alto del letto del fiume che, come verificato anche nel 2023, è immune da allagamenti».

La balera

L’ultimo intervento edilizio massiccio risale agli anni Settanta, quando il padre dell’odierna titolare, che ha rilevato la proprietà dall’ultima aristocratica, effettuò lavori di modernizzazione. È il caso della posa degli intonaci a fini di isolamento che, però, avrebbero coperto parte degli affreschi e delle pietre originali. E di un capanno per attrezzi, ancora oggi abusivo.

È in quegli anni che Villa Mami tornò in auge, diventando uno dei centri del divertimento cittadino.

«Era una delle balere più frequentate - ricorda Ambrogetti - Dopo le corse di trotto all’ippodromo di Cesena, era la meta di ritrovo per concludere la serata tra danze, cibo e altri piaceri».

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