«Andare a lavorare in bicicletta non può essere un atto di coraggio o una roulette russa». È l’allarme lanciato da un cittadino che percorre in bicicletta via Torino abitualmente per andare a lavorare.
Veicoli a pochi centimetri
La strada viene utilizzata principalmente perché offre un collegamento con la zona industriale di Pievesestina. «Tutti i giorni ci si trova davanti alla stessa scena: decine di lavoratori che mettono a rischio la propria vita pedalando al margine della carreggiata - afferma il cittadino -. Via Torino è diventata una vera e propria pista ad alta velocità, dove auto e camion sfrecciano senza troppi complimenti a pochi centimetri da chi viaggia su due ruote».
Due le criticità principali
In particolare, a rendere pericoloso il tratto in esame, per il cittadino, sono la «scarsa visibilità» e «l’assente protezione per i ciclisti»: «Manca completamente una pista ciclabile o una corsia riservata. Chi usa la bici per andare al lavoro deve condividere l’asfalto con il traffico pesante - afferma -. Il fattore più pericoloso è la totale mancanza di illuminazione. Anche con giubbotti catarifrangenti e luci accese, al buio si è praticamente invisibili per chi viaggia a velocità sostenuta».
No all’intervento
«In un momento in cui le famiglie cercano di tagliare le spese partendo proprio dal carburante, le istituzioni dovrebbero tutelare e incentivare chi sceglie la mobilità dolce. Andare a lavorare in bicicletta non può essere un atto di coraggio o una roulette russa». Poi prosegue chiedendosi «perché un’opera così urgente per la sicurezza dei lavoratori non sia stata inserita tra le priorità delle opere realizzate con i fondi del Pnrr».
La risposta arriva dal Comune di Cesena, il quale chiarisce che la strada è sotto il controllo della Provincia di Forlì-Cesena. Tempo fa i due enti si sono confrontati sulle possibili soluzioni. Da Palazzo Albornoz è stata avanzata la proposta di realizzare una pista ciclabile, ma questo intervento, oltre che oneroso - spiega l’ente - avrebbe causato il restringimento della carreggiata, motivi per i quali la Provincia non ha dato il via libera ai lavori.