In un mondo dove ormai tutto è virtuale, digitale e omologato, resiste nel cuore di Cesena un piccolo miracolo fatto di creatività e manualità. Si chiama “Officina vasi” ed è un’associazione culturale senza scopo di lucro e al tempo stesso un laboratorio dove prende forma una gran varietà di oggetti d’argilla. Piccole meraviglie con cui anche personaggi famosi, come Roberto Benigni e Nicoletta Braschi, Luciano Manuzzi e tanti altri, hanno voluto abbellire i loro ambienti domestici. Ma è anche uno spazio accogliente dove si trasmette ad altri la tecnica e soprattutto l’amore per questo tipo di artigianato artistico organizzando corsi che coinvolgono persone di ogni età ma soprattutto studenti e anche ragazzi diversamente abili. A 11 di questi ultimi, dell’associazione “Quelli di sempre”, di Marzia Boschi, è dedicato il giovedì pomeriggio. Fecero i primi passi nel periodo del Covid, quando si è rivelata fondamentale quell’attività nella “Officina vasi”, rimasta aperta solo per loro.
Tutta questa storia che profuma di passione dura da sette lustri, visto che l’associazione fu ufficialmente costituita nel 1993, ma già un paio di anni prima esisteva di fatto. A farla nascere sono state Mariangela Gualtieri, celebre poetessa e donna di teatro, e Paola Farneti, che oggi è in pensione dopo 22 anni di lavoro da assistente sociale ma resta attivissima (è anche una colonna delle “Cucine Popolari”). Racconta di essere stata folgorata dall’incontro con l’argilla come capita in «un incontro amoroso». Un incontro con quella che sente come «una materia viva», che ha «sempre visto a Perticara, nei calanchi, nei primi 7 anni di vita passati là». Quella tra Gualtieri e Farneti è un’amicizia nata da quando avevano 12 anni, dopo essersi conosciute agli scout. Ora ne hanno 75 e resta forte quel legame, che per una mezza dozzina di anni si è concretizzato in lavori con la terracotta, con una predilezione per il raku (di solito con Farneti nel ruolo di modellatrice e Gualtieri in quello di decoratrice). Inizialmente in via Aldini, si spostò poi nei locali oggi occupati dalla “Raffaello Sanzio” e quindi a Madonna delle Rose, fino ad approdare da ultimo in pieno centro storico. Nella compagine sociale e nelle lavorazioni d’artigianato artistico, alla famosa poetessa è subentrata una decina di anni fa Grazia Grilli, ora 70enne, che ha un passato lavorativo da biologa, responsabile per 30 anni di un laboratorio analisi a Santarcangelo. Anche la “base” è cambiata: da 8 anni le perle dell’Officina vasi possono essere ammirate dietro la vetrina della bottega in via Uberti, 14/B. Continua a essere uno dei pochi laboratori in Italia dove ancora si fanno vasi a mano, senza uso di tornio o stampo, secondo l’antica tecnica del colombino. Quindi ogni vaso è unico per forma e decorazione, secondo l’estro del momento. «Non possono mai esserci due pezzi uguali», sottolineano con orgoglio Farneti e Grilli.
Paola Farneti indica nel 1988 l’anno in cui tutto ebbe inizio, quando «il Teatro Valdoca di Mariangela Gualtieri, di ritorno da un viaggio in Africa, fece uno spettacolo sul fiume Marecchia, a cui partecipò anche mio figlio. In quel contesto vidi lavorare l’argilla e dissi a Mariangela che volevo imparare. Lei, forse senza troppa fiducia, mi disse di provare e dopo un mese avevo fatto 20-25 vasini a mano. Quando li vide, le piacquero e da lì iniziò un percorso che mi ha riempito e mi riempie la vita, prima insieme a lei e ora con Grazia Grilli».
Le creazioni delle due vasaie sono in vendita, mentre quelle degli allievi restano invece nelle loro mani e sono spesso usate come fonte di autofinanziamento a favore di scuole e associazioni. Sono andate ad abbellire locali in centro come la “Sardineria” di vicolo Tavernelle e lo “Scottadito” alla Barriera. A volte vengono anche commissionate da enti pubblici, in cerca di targhe di ceramica per particolari occasioni. Ma l’attività primaria resta la divulgazione di un amore e di un sapere, anche attraverso corsi in trasferta, come quello fatto in Lombardia nella casa-mulino di Melina Mulas (figlia del celebre fotografo Ugo). Oppure organizzando feste a tema per bambini, compleanni inclusi. O, ancora, esponendo quanto prodotto in mercatini, anche se quest’ultima attività si è un po’ spenta per la fatica che si fa sentire col passare degli anni.