Tante persone hanno riempito ieri la basilica di Santa Maria del Monte per dare l’ultimo saluto a Paola Errani, storica custode dei manoscritti della Biblioteca Malatestiana.
«Paola era una donna umile e forte, mossa da una instancabile ricerca, che per lei è stata terreno fertile di vita lungo il percorso della sua esistenza, sul piano familiare e professionale degli studi scientifici sui testi antichi, ambito in cui le viene unanimemente riconosciuta profondità e competenza - ha raccontato l’abate dom Mauro nella sua omelia, che ha concelebrato col vescovo emerito Douglas Regattieri e i sacerdoti di San Bartolo, parrocchia della defunta - Non ha subìto la malattia, ma ha lottato interrogandosi. Spesso in questi ultimi tre anni mi confidava: “Io sono in pace”. Ma non andava oltre, lasciando trasparire che aveva la sua lotta. Credo che lei si facesse compagnia della parola di Dio, attraverso la consuetudine con testi antichi, che per tanti anni ha custodito in primis nella biblioteca, ma anche nelle sue ricerche in numerosi contesti».
Dopo la malattia che le è stata diagnosticata nel 2023, si è spenta all’età di 68 anni. Laureatasi nel 1980 in Lettere classiche all’Università di Bologna, si è poi specializzata in Archeologia. Ha dedicato 38 anni di lavoro alla biblioteca e per una ventina di anni si è occupata della conservazione dei codici miniati, e della ricerca e valorizzazione dei Fondi antichi della Malatestiana. Oltre a ciò, aveva contribuito a creare un catalogo online aperto proprio per consultare i manoscritti. Nel 2019 è andata in pensione, ma ha continuato a frequentare la Malatestiana per altre iniziative.
Al funerale, che - ha detto Marino Mengozzi, a nome della Società di Studi Romagnoli - è stato un viaggio «dai francescani della Malatestiana ai benedettini della Madonna del Monte», erano presenti, oltre ai suoi familiari e agli amici, anche figure istituzionali che hanno lavorato a stretto contatto con lei, come l’ex sindaco Giordano Conti, l’ex direttrice della biblioteca Daniela Savoia, la presidente dell’Istituto storico di Forlì-Cesena Ines Briganti, l’ex assessore alla Cultura Daniele Gualdi e numerosi colleghi della biblioteca.
Paola lascia il marito Mario Alai, noto studioso di filosofia della scienza, e i figli Beatrice, Giovanni e Matteo.
Due idee per celebrarla
Enrico Galavotti propone due gesti per rendere onore a Paola Errani: «Realizzare l’opera omnia di tutto quanto questa studiosa ha prodotto e riconoscerle il premio Malatesta Novello per tutto l’impegno quasi quarantennale profuso per la città e per la cultura in generale». La definisce «un autentico monumento alla cultura, che ha dato lustro non solo a quella meravigliosa Biblioteca protetta dall’Unesco, e a quella del monastero benedettino del Monte, ma anche ai manoscritti datati delle Marche e a quelli in scrittura beneventana». Sottolinea che «le sue pubblicazioni sono tutte “scientifiche”, cioè molto precise. Alcune opere includono recensioni e cataloghi per progetti digitali come “Movio” e “Manus Online”. Lei aveva studiato Archeologia, ma aveva antenne molto sensibili per la modernità. Il “Movio” - spiega Galavotti - è un software open source progettato per creare, gestire e mantenere mostre virtuali, percorsi culturali e siti web tematici. A Cesena viene utilizzato per promuovere l’accessibilità internazionale dei contenuti culturali della Malatestiana, permettendo di creare percorsi digitali interattivi che guidano alla scoperta dei codici miniati o di altri documenti. Come tale, si serve del “Manus Online”, database nazionale che comprende la digitalizzazione dei manoscritti conservati nelle biblioteche italiane pubbliche, ecclesiastiche e private. L’obiettivo è quello di censire tutti i manoscritti dal medioevo all’età contemporanea». Infine, Galavotti ricorda che Paola Errani è stata non solo “signora della Malatestiana”, ma «anche di casa propria. Madre di tre figli, con grande “savoir faire”, ascoltabile con infinito piacere, dotata di molto umorismo, più concreta del marito Mario Alai, che sicuramente nel suo campo specialistico è un luminare».
Sulle orme di Malatesta Novello
La Societas Raffaello Sanzio rende omaggio alla «bravissima custode del bene più prezioso della città», facendo notare che «ha continuato l’opera di Malatesta Novello nella sua geniale intuizione di apertura pubblica di una grande biblioteca, nell’idealità di una lettura universale». Evidenzia che «con grandissimo merito e competenza, ha contribuito al pionieristico progetto del Catalogo aperto dei manoscritti malatestiani attraverso la digitalizzazione dei codici, al fine di una consultazione elettronica davvero universale».