Cesena, truffano un’anziana e scappano lungo la E45: i Carabinieri li arrestano a Città di Castello

Cesena
  • 08 agosto 2026

A Cesena hanno spaventato un’anziana di 80 anni facendole credere che l’auto del marito fosse finita nel mirino delle forze dell’ordine per una rapina in gioielleria. Poi, fingendosi Carabinieri, si sono fatti consegnare tutto l’oro e il contante presente in casa: un bottino da circa 10mila euro complessivi. La fuga di due uomini, di 45 e 47 anni, si è però interrotta lungo la E45 al termine di un concitato inseguimento.

Il raggiro e l’allarme a Cesena

La truffa è scattata nell’abitazione della donna, residente nel Cesenate. L’anziana è stata prima contattata al telefono da un sedicente operatore delle forze dell’ordine, che l’ha agitata raccontandole il presunto coinvolgimento dell’auto di famiglia in un grave reato. Poco dopo, alla porta dell’80enne si è presentato il complice per “verificare” contanti e preziosi. Distratta la vittima, l’uomo ha arraffato l’oro — tra cui la fede nuziale — e oltre mille euro in contanti, fuggendo a bordo di un’auto. Raccolti immediatamente i primi elementi utili e il modello della vettura in uso ai truffatori, la Compagnia dei Carabinieri di Cesena ha disposto le ricerche lungo l’E45, considerata la via di fuga verso sud.

L’inseguimento e il lancio del bottino

La segnalazione è stata intercettata tempestivamente dalla Radiomobile di Città di Castello. Intercettata la vettura, il conducente ha ignorato l’alt dei militari dando vita a un inseguimento a forte velocità protrattosi per diversi chilometri. Durante la fuga i malviventi hanno lanciato dal finestrino due involucri, subito recuperati da una seconda pattuglia sopraggiunta in supporto: al loro interno c’erano i monili appena rubati. Con la perquisizione personale e del veicolo i carabinieri hanno recuperato l’intera refurtiva, dal valore complessivo di circa 9,000 euro in gioielli e 1,000 euro in contanti, riconosciuta senza dubbi dall’anziana a cui verrà restituita.

I due uomini sono stati tratti in arresto con l’accusa di truffa aggravata in concorso e resistenza a pubblico ufficiale. Dopo la convalida dell’arresto da parte del Gip del Tribunale di Perugia, per entrambi sono stati disposti gli arresti domiciliari.

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