Il consiglio di amministrazione di Trevi ha respinto l’ultimo rilancio presentato da Icop. Riunitosi nella giornata di oggi, il Cda ha ritenuto il nuovo corrispettivo, avanzato da Icop, «non congruo dal punto di vista finanziario».
L’aggiornamento della proposta di Icop - si legge nella nota pubblicata dall’azienda nata a Cesena - prevedeva un incremento del corrispettivo dell’offerta da 0,133 a 0,165 azioni ordinarie Icop per ciascuna azione Trevi portata in adesione, senza alcuna componente in denaro. Inoltre, la proposta comprendeva anche l’allineamento del periodo di adesione all’offerta a quella di acquisto volontaria totalitaria concorrente promossa da Webuild, con conseguente estensione del relativo termine alle 17.30 del 20 novembre.
In più, il consiglio di amministrazione ha rivelato che «il rilancio non muta le ulteriori valutazioni espresse nel comunicato dell’emittente e, pertanto, ha confermato la propria valutazione di non convenienza dell’offerta, anche come modificata per effetto del rilancio, per gli azionisti di Trevi».