A Cesena riecco “La bellezza delle parole”, il festival letterario che da giovedì 8 a domenica 11 ottobre torna per la sua nuova edizione.
Quattro giorni dedicati alla letteratura trasformeranno ancora una volta i luoghi simbolo della città: il Teatro Bonci, il Cinema Eliseo, la Biblioteca Malatestiana e Sala Sozzi diventeranno palcoscenici d’eccezione per le voci di scrittrici e scrittori di rilievo del panorama culturale italiano.
Anche quest’anno il festival propone un percorso costruito “parola per parola”: giocondità per Mariangela Gualtieri; scelta per Antonio Vassallo; eccetera per Veronica Raimo, buio per Stefano Nazzi; universale per Chiara Tagliaferri; leggerezza per Viola Ardone; cura per Concita De Gregorio; costellazione per Vincenzo Latronico; partire per Enrico Brizzi e Nicola Borghesi.
Giovedì 8 ottobre
Ore 21 Teatro Bonci (Piazza Mario Guidazzi, 8). GIOCONDITÀ-FRATERNITÀ SOLARE rito sonoro per San Francesco e la sua giocondità di e con Mariangela Gualtieri. Poeta e drammaturga tra le voci più originali della scena italiana, Mariangela Gualtieri porta a Cesena i propri versi che si fanno suono e respiro condivisi con il pubblico.
Venerdì 9 ottobre
Ore 11.00 Cinema Eliseo (Viale Carducci, 7) SCELTA con Antonio Vassallo, protagonista di “Negli occhi di Giovanni” di Fabrizio Silei (Il Castoro) in dialogo con Franco Ronconi, referente dell’Associazione Libera Contro le Mafie per la Provincia di Forlì Cesena Il 23 maggio 1992 Antonio Vassallo, giovanissimo fotografo, è tra i primi ad arrivare sul luogo della strage di Capaci, e tra gli ultimi a incrociare lo sguardo di Giovanni Falcone. Il libro racconta la sua storia vera: quella di un ragazzo cresciuto in una terra segnata dalla presenza della mafia, che ha scelto di raccontare quel giorno e di costruire, insieme al Gruppo 88 di Capaci, un percorso di impegno civile e legalità durato decenni.
Ore 18.00 Sala Sozzi (Piazza Almerici, 12) ECCETERA con Veronica Raimo, autrice di “Non scrivere di me (Einaudi) in dialogo con Matteo Cavezzali. S. ha trentacinque anni, fa la cameriera in un bar e non ha mai smesso di aspettare che Dennis May, l’attore e regista che l’ha amata e ferita, torni per offrirle un’altra versione della loro storia. Ha abbandonato il sogno di scrivere, ma legge il mondo con un’intelligenza corrosiva e un’ironia brutale che forse rivela l’esatta collocazione della ferita. Ma ora che Dennis è morto, ora che non c’è più niente da aspettare, può darsi che sia il tempo di smettere di fare la guardia, e tornare con qualcuno a trovare le parole. Un romanzo sull’ossessione amorosa, sulle narrazioni tossiche che condizionano le nostre vite e sul potere di seduzione del fallimento.
Ore 21.00 Teatro Bonci (Piazza Mario Guidazzi, 8) BUIO con Stefano Nazzi, autore di Profeti del buio (Mondadori) Un viaggio nell’oscurità del controllo mentale attraverso la storia di diciassette sette: dai riti di “purificazione” che nascondevano abusi, ai suicidi collettivi travestiti da rituali, agli omicidi compiuti in nome di un capo che si fa legge assoluta. Nazzi racconta il magnetismo dei “profeti del buio” e il meccanismo che isola gli adepti dalla loro vita precedente, per capire come nasce una setta e come, a volte, se ne può uscire.
Stefano Nazzi è giornalista, si occupa di cronaca per il Post, dove ha ideato e cura i podcast Indagini e Altre indagini. Ha condotto Delitti in famiglia (Rai Due) e Il caso (Rai Tre) ed è narratore della docuserie Nazzi racconta (Sky Crime). Da Mondadori ha pubblicato Il volto del male (2023), Canti di guerra (2024) e Predatori (2025).
Sabato 10 ottobre
Ore 16.00 Sala Sozzi (Piazza Almerici, 12) UNIVERSALE con Chiara Tagliaferri, autrice di “Arkansas. Storia di mia figlia” (Mondadori) in dialogo con Matteo Cavezzali. A quarant’anni, dopo una diagnosi di menopausa precoce, Chiara Tagliaferri intraprende insieme al marito Nicola un percorso di sette anni verso la genitorialità che li porta, dopo il fallimento delle possibilità offerte dalla medicina in Italia, fino in Arkansas, dove incontrano la donna che darà loro la figlia Lula. Un racconto scritto con franchezza sull’attesa, il corpo, la legge italiana che ha reso reato la gestazione per altri, e su un’idea di famiglia e maternità che va oltre i legami di sangue.
Ore 18 Cinema Eliseo (Viale Carducci, 7) LEGGEREZZA con Viola Ardone, autrice di “Tanta ancora Vita” (Einaudi) in dialogo con Laura Pezzino. Kostya ha dieci anni quando con la foto di una madre mai conosciuta in tasca, attraversa da solo l’Ucraina in guerra per raggiungere a Napoli la nonna Irina. Ad accoglierlo, addormentato sullo zerbino, è Vita, la donna per cui la nonna lavora, che ha perso suo figlio quattro anni prima. Un romanzo su un incontro inatteso che restituisce a entrambi un ruolo che il destino sembrava aver tolto per sempre, e sull’idea che salvare qualcun altro sia, in fondo, l’unico modo per salvare se stessi.
Ore 21 Teatro Bonci (Piazza Mario Guidazzi, 8) CURA con Concita De Gregorio, autrice di “La cura” (Einaudi) in dialogo con Laura Pezzino. Una donna parte per un ricovero che non sa quanto durerà, lasciando ai figli istruzioni per i giorni in cui lei non ci sarà. Non è il diario di una malattia, ma un libro corale, costruito sulle voci di chi condivide quello stesso tempo sospeso: un’altra paziente dal piglio da capobanda, un professore che non dimentica le proprie origini, un infermiere che intona la canzone preferita di chi sta curando. Con la sua consueta capacità di rovesciare gli stereotipi, De Gregorio racconta che nessuno guarisce, o affronta la malattia, davvero da solo.
Domenica 11 ottobre
Ore 16 Aula Magna, Biblioteca Malatestiana (Piazza Maurizio Bufalini, 1) COSTELLAZIONE con Vincenzo Latronico, autore di “Una splendida rovina” (Einaudi) in dialogo con Francesco Zani. Due trentenni si incontrano, si innamorano e decidono di inseguire un sogno: lasciare la città per ristrutturare un maniero in rovina in Pomerania e insieme le proprie vite. Ma la stessa storia ha anche un’altra versione, quella di due persone alla deriva che, stanche di lavori senza più passione, si costruiscono una fantasia di fuga nata dai social e dagli annunci immobiliari. Con una scrittura esatta e magnetica, Latronico racconta l’impossibilità di distinguere fra le due storie, e interroga il bisogno di fuga che accompagna da sempre l’ingresso nell’età adulta.
Ore 18.30 Teatro Bonci (Piazza Mario Guidazzi, 8) PARTIRE con Enrico Brizzi e Nicola Borghesi. “Viaggiare per forza”: quando il viaggio è una scelta e quando è una necessità. Nel corso dell’incontro, i due interlocutori metteranno a confronto i propri punti di vista sul tema del partire: un gesto di libertà, desiderio e scoperta, ma anche una necessità imposta dalle circostanze. Due esperienze e due sguardi diversi per interrogarsi su cosa significhi, oggi, scegliere di partire e cosa invece significhi essere costretti a farlo.