Il Convitto dell’istituto tecnico agrario “Garibaldi”, nato nel 1882, è rimasto per quasi un secolo e mezzo esclusivamente maschile. Dal nuovo anno scolastico, ormai alle porte, potrà finalmente aprire anche invece alle studentesse, grazie alla realizzazione di tre camere, due triple e una quadrupla, in grado di accogliere dieci ragazze.
Per la ristrutturazione e l’arredo dei locali in via Savio, opere che hanno un costo complessivo di 80mila euro, è stato messo a punto un progetto, chiamato “Una stanza per il futuro”, che - riferisce soddisfatta Luciana Cino, dirigente scolastica dell’Istituto “Garibaldi Da Vinci” - «sta diventando sempre più una storia di comunità».
Per sostenere questa novità è stata infatti lanciata una raccolta fondi e «le prime imprese del territorio hanno già scelto di esserci - continua la preside - Jingold, Azienda Agricola Guidi, Styma e Martini sono state tra le prime realtà che hanno deciso di sostenere concretamente il progetto con una donazione. Un segnale importante, perché dimostra che il tema non riguarda soltanto la scuola. Riguarda il territorio».
Appello per la raccolta fondi
Quello in arrivo viene definito «un primo passo, ma è un passaggio storico». Per renderlo possibile - fa notare Cino - «servono lavori di ristrutturazione, arredi, impianti, illuminazione, tende e tutto ciò che serve per trasformare quegli spazi in vere camere». E allora «la scuola ha scelto di coinvolgere imprese, fondazioni, famiglie e cittadini. La risposta, nelle ultime settimane, è stata incoraggiante. Oltre alle aziende che hanno già versato un contributo, grandi imprese del territorio e alcune fondazioni hanno manifestato interesse a sostenere il progetto in modo ancora più significativo, anche attraverso la possibilità di sponsorizzare integralmente una camera e legare il proprio nome alla sua realizzazione. Un gesto che andrebbe molto oltre la semplice sponsorizzazione. Significherebbe lasciare un segno permanente in un progetto che parla di diritto allo studio, pari opportunità, accesso delle ragazze ai percorsi tecnici e Stem, autonomia e crescita educativa. Un dato molto incoraggiante arriva dalle famiglie della scuola, anche alcune che non hanno figli convittori o semiconvittori, dal personale dell’Istituto, da cittadini e cittadine che hanno scelto di partecipare con donazioni anche molto piccole. Ed è proprio questo lo spirito che la scuola vorrebbe estendere ora alle imprese che ancora non hanno aderito».
Valore culturale, etico e sociale
La dirigente scolastica sottolinea il valore profondo del supporto all’apertura del Convitto anche alle studentesse: «l territorio cesenate ha una lunga tradizione di responsabilità sociale, di legame con la scuola, di collaborazione con i giovani e con la formazione tecnica. E questo progetto rappresenta un’occasione molto concreta per trasformare quei valori in un gesto visibile. Sostenere “Una stanza per il futuro” significa contribuire a rimuovere una disparità che per troppo tempo ha limitato le opportunità delle ragazze. Significa contribuire a costruire un luogo educativo nel quale ragazzi e ragazze possano crescere, studiare, confrontarsi e imparare a vivere insieme. Ma significa anche mandare un messaggio chiaro: questa comunità crede davvero nelle pari opportunità. Il progetto non chiede alle imprese di fare tutto. Chiede a ciascuno di fare la propria parte. La scuola sta raccogliendo adesioni, sostegni e manifestazioni di interesse. L’auspicio è che altre imprese del territorio raccolgano il testimone di chi ha già scelto di esserci. Perché, alla fine, quelle tre stanze non saranno soltanto della scuola. Saranno il risultato di una comunità che ha deciso di aprire, insieme, una porta rimasta chiusa troppo a lungo».
Come fare donazioni
È possibile effettuare una donazione direttamente alla scuola tramite bonifico bancario coi seguenti dati: beneficiario Istituto Tecnico Garibaldi Da Vinci; Iban IT56 C030 6913 2981 0000 0046 028; causale Progetto Una stanza per il futuro. In alternativa, è possibile contribuire attraverso la piattaforma ministeriale Idearium.