Cesena. Super Imu su case sfitte, il sindaco: “Porterebbe 900mila euro, le garanzie per i proprietari esistono già”

Ogni anno potrebbe portare fino a quasi 1 milione di euro nelle casse comunali la super Imu sulle abitazioni lasciate immotivatamente sfitte che il sindaco Enzo Lattuca vorrebbe applicare. Una volontà concretizzabile solo se da Roma dessero l’autonomia di farlo ai Comuni ad alta tensione abitativa, e quindi anche a Cesena. Durante una conversazione su Radio 24, l’emittente de “Il Sole 24 ore”, che ha deciso di approfondire la proposta lanciata in un’intervista rilasciata al “Corriere Romagna”, ha fornito altri dettagli su quello che ha in mente. A partire dall’entità della tassa speciale che auspica. La pensa del 30% più alta rispetto a quanto di paga ora. Tradotto in soldoni, significherebbe in media circa 300 euro aggiuntivi all’anno. Visto che stima che, su oltre 4.000 case lasciate vuote dai proprietari nel territorio cesenate, potrebbero essere circa 3.000 quelle in questo stato da più di un anno, senza una valida ragione (per esempio, lavori di ristrutturazioni o operazioni di successione in corso), i conti, a occhio e croce, sono presto fatti: la super Imu, se anche non convincesse nessuno a dare in locazione il proprio alloggio (che è uno degli scopi della misura), frutterebbe circa 900mila euro all’anno. Soldi che - ha spiegato il sindaco - verrebbero spesi per sostenere con contributi per l’affitto le famiglie con redditi medio-bassi, in difficoltà a pagare i canoni a libero mercato (che negli ultimi anni sono cresciuti del 50% in più di quanto hanno fatto gli stipendi) oppure per costruire alloggi di edilizia popolare o sociale. Quelli che da decenni i vari Governi che si sono succeduti non hanno più realizzato.

In attesa di capire se l’idea di Lattuca farà breccia nell’agenda politica nazionale (con le elezioni ormai alle porte non è escluso che qualcuno possa trarne ispirazione nella stesura dei suoi programmi), le sue esternazioni stanno facendo molto parlare, e ben al di là dei confini cesenati. In città, mentre ha incassato l’appoggio convinto del Pd e di Fondamenta-Alleanza Verdi Sinistra, è stata aspramente criticata da Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia. Oltre che da Confedilizia.

Una delle obiezioni principali fatte è che molti proprietari non affittano perché temono che gli inquilini non paghino, non lascino la casa alla scadenza del contratto e magari danneggino pure gli appartamenti. Per quel che riguarda la morosità, il sindaco fa notare che tutti i dati indicano che è un problema che si presenta in non più dell’8-12% dei casi, quindi di rado, e quasi sempre non si tratta di pagamenti zero ma di mancanze parziali.

«Garanzie già esistenti»

A chi chiede che il Comune si faccia garante Lattuca fa notare che già lo fa, tramite la Fondazione per l’affitto. Chi dà la propria abitazione in gestione a quell’ente, sotto controllo pubblico, a fronte del fatto di applicare un canone calmierato, ha vari vantaggi. Tra questi c’è il fatto che c’è una copertura fino a 12 mensilità, o un totale di 6mila euro, in caso di mancati pagamenti dell’inquilino (comunque in quel contesto i casi di morosità sono molto limitati, attorno al 2%). Non solo. C’è un fondo per attività tecnico amministrative e interventi manutentivi, per un importo che può arrivare fino a 6mila euro per l’intera durata del contratto, che è utilizzabile per attestati di prestazione energetica, dichiarazioni di conformità degli impianti, spese di registrazione del contratto, modesti interventi di manutenzione, come imbiancature e interventi sulla caldaia e alla scadenza del contratto ripristino delle condizioni iniziali in cui si trovava l’alloggio.

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