Cesena, suocera accusata di aver coperto l’adulterio della figlia: a processo a 86 anni

Cesena
  • 20 maggio 2025

Ha portato la sua ex suocera in tribunale, denunciandola. Ora lei, che ha 86 anni, si trova imputata davanti al giudice Ramona Bizzarri, con l’accusa di falsa testimonianza. Un delitto che si configura quando il testimone rilasci una testimonianza “non veritiera o reticente” nel corso di un processo. Molto pesanti le pene previste: vanno dai 2 ai 6 anni di reclusione. I motivi che hanno spinto un 51enne cesenate a sporgere una denuncia simile sono in capo alla separazione tra lui e l’ormai ex moglie. Un divorzio conflittuale, davanti al giudice civile. Nelle aule penali ora invece la suocera è accusata di aver omesso di conoscere le ragioni della separazione, cioè che la figlia avesse un amante.

«Sapeva perfettamente come stavano le cose, ma in aula ha mentito». Questa la testimonianza dell’uomo, che si è costituito parte civile, assistito dagli avvocati Raffaella Cossi e Paolo Costa, del foro di Urbino. Serve riavvolgere il nastro fino all’estate del 2019, quando a Cesena, proprio a casa della suocera 86enne, fu convocata una riunione “di famiglia” a cui parteciparono anche il fratello e la sorella dell’allora ancora moglie. «Ho registrato di nascosto quella riunione - ha raccontato l’uomo -. Ci siamo seduti attorno ad un tavolo e ho spiegato a tutti che ci saremmo lasciati, indicandone il motivo. Mi tradiva e le cose andavano male tra di noi da tempo. Avevo sospettato che ci fosse un altro uomo perché passava tante ore durante alcune mattinate senza dare traccia di sé. Diceva che andava a fare colazione con le amiche. L’ho pedinata e ho visto coi miei occhi come stavano invece le cose».

I parenti della donna si divisero. I fratelli concordarono sul fatto che se c’erano fratture simili sarebbe stato meglio separarsi nonostante il figlio minorenne della coppia avrebbe potuto soffrirne. L’ex moglie ammise di avere una relazione extraconiugale. Ma, stando alle dichiarazioni dell’uomo, la suocera «insisteva perché mettessimo una pietra sopra a tutto e proseguissimo a stare insieme».

La separazione è stata di tipo conflittuale. Non si è trovato un accordo davanti al giudice civile, forse anche perché i coniugi volevano mantenere l’affidamento esclusivo o semi esclusivo del figlio. Che l’uomo non ha ottenuto, malgrado le dichiarazioni in aula sull’infedeltà della moglie. «Mia suocera aveva ascoltato tutto di quella riunione che avevo registrato col telefonino - sottolinea il marito tradito -. Non può dire che non sapeva. Eppure davanti al giudice civile ha preso le parti della figlia indicandomi come un “cattivo padre”. E ha detto che nulla sapeva del fatto che lei avesse un amante». Abbastanza per chiederne la falsa testimonianza. Resta da dimostrare che la suocera - assistita dall’avvocato Achille Macrelli -sapesse e abbia volontariamente omesso informazioni al giudice per la sua difesa. Le testimonianze sull’accaduto proseguiranno nella prossima udienza.

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