Cesena, studio e mobilità europea nella festa Erasmus Days

Cesena

Smontare e rimontare le macchine in Cina? Ti ci manda l’Itt “Pascal”, con il progetto Erasmus. Tra le altre cose si impara ad essere autonomi, orientarsi, farsi capire con l’inglese e con i gesti, dividere una padella in sei, avere fiducia in sé stessi di fronte a ogni ostacolo e difficoltà. È questo lo spirito con cui ieri mattina le ragazze e i ragazzi di tutte le scuole di Cesena si sono riuniti nel giardino urbano Ex.Tra Arrigoni, per mischiarsi, informarsi, fare musica e celebrare le opportunità offerte dalla mobilità europea in occasione degli “Erasmus Days”. La riempiono, in una schiera che va dalle elementari alle superiori, e ci sono proprio tutti: Monti, Alpi, Macrelli, Comandini e il Blaise Pascal, che con la sua quota di 40 studenti inviati all’anno fa da capofila. «Partono a fine quarta e vanno a fare l’alternanza scuola lavoro all’estero, senza cacciare un soldo - racconta il professor Rondoni, in accordo con i colleghi - grazie all’accordo settennale che abbiamo appena rinnovato possiamo mandarli in Irlanda, Germania, Grecia, Portogallo, ma anche fuori dall’Europa. Tornano più svegli, felici e maturati».

Ne escono anche racconti di diversi modi di insegnare e organizzare l’insegnamento, che, prendendo il meglio da ciascuno, possono essere un’ottima risorsa in una scuola italiana che ormai attraversa un processo di riforma permanente. In Germania, ad esempio, lo racconta una ragazza del Liceo Alpi, sono gli studenti a spostarsi da un’aula all’altra: «Hanno più pause, si muovono molto e così si mantengono più attivi». «In Cina? Hanno molta più pratica rispetto a noi» racconta invece Fang, appena tornato da Wuhan. Sono queste alcuni degli spunti che emergono dai racconti degli studenti, a cui si intervallano performance musicali di band appena formate ma carichissime, come quella degli Agarose, che hanno fatto cantare tutto il piazzale con una cover di “Don’t look back in anger” degli Oasis, scelta per raccontare il ritorno dall’Erasmus.

A fare da malta al tutto, lanciatissima, l’assessora Giorgia Macrelli, che non si perde una canzone, una coreografia, un racconto. Rimbalza dagli studenti agli insegnanti, dagli stand al microfono, è a casa sua, li coinvolge e si coinvolge: «Mi sono divertita un sacco. Quando si dà spazio ai ragazzi, per esprimersi e raccontare le loro esperienze, anche attraverso il ballo e il canto, il risultato è bellissimo, perché rispondono alle iniziative, tirano fuori la loro voce».

Del resto, per quanto il piazzale sia gremito, se si parla di mobilità europea è difficile trovare una persona con più esperienza. Macrelli ha fatto 2 anni di Erasmus alla triennale e un’intera magistrale all’estero. «Andare in Erasmus vuol dire aprirsi al mondo – racconta –, tornare con uno sguardo arricchito e quindi arricchire anche la propria comunità. Di oggi mi hanno colpito le elementari, che dal terzo circolo vanno fino in Grecia e in Olanda, e sentire il loro racconto è stato veramente importante, come tutto questo primo momento insieme – e chiude con una promessa –: continueremo a portare l’Europa a Cesena e Cesena all’Europa».

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