Cesena, studenti puniti per striscione razzista: ecco i contenuti della tesina riparatrice

Si intitola “Chi ha fatto l’Italia?”, dovrà essere consegnato il 18 giugno, giorno prima della prova di Italiano, e non dovrà superare la lunghezza di tre cartelle l’elaborato di educazione civica che saranno tenuti a scrivere i due studenti del Liceo “Monti” di Cesena sanzionati per avere appeso a una finestra della scuola lo striscione con la scritta “L’Italia agli italiani”. E le loro argomentazioni entreranno poi a far parte anche dell’orale dell’esame di maturità. Queste le modalità tecniche della tesina “riparatoria” preparata al “Monti”, richiamando l’ordinanza ministeriale relativa all’esame di maturità di quest’anno, che prevede che a chi prende sei di voto in condotta il consiglio di classe debba assegnare «un elaborato critico in materia di cittadinanza attiva e solidale».

Non è però ancora certo che la tesina verrà effettivamente preparata: l’Ufficio scolastico regionale ha infatti fatto scattare controlli, chiedendo chiarimenti alla dirigente scolastica, per valutare l’attinenza tra il titolo e i materiali da utilizzare assegnati per questo scritto e la contestazione fatta ai ragazzi. E anche il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, in un’intervista, ha espresso dubbi sul tipo di provvedimento adottato. E ha anche sostenuto che la frase mostrata una settimana fa, durante il raduno festivo pre-maturità di dodici classi quinte nel cortile della scuola, non ha a suo avviso un tenore razzista.

La scelta fatta in questo caso è molto articolata e ricca di stimolanti fonti su cui basarsi per stendere la parte espositiva, per cui si chiede di «definire e confrontare le possibili accezioni del concetto di identità nazionale», sia quella critica-argomentativa, che invita a «riflettere sull’impatto che le diverse accezioni hanno avuto per la storia dell’Italia».

Il primo documento proposto è il video di una conferenza tenuta nel 2015 dal genetista Guido Barbujani, intitolata “Siamo tutti africani”, in cui spiegò che da 30 mila anni, cioè dall’estinzione dell’Uomo di Neanderthal, non esistono più diverse razze umane ma tutti gli esseri umani discendono, senza possibilità di fare distinzioni biologiche, dall’Homo sapiens che dall’Africa popolò il mondo.

Il secondo spunto è fornito da un vademecum del 2019 per il Giorno del ricordo, a cura di Pupo, che evidenzia, per quel che riguarda il concetto di nazione, la differenza tra il modello etnicista tedesco, fondato su terra e sangue, e il modello francese, basato su una decisione individuale di appartenza, a prescindere da fattori “naturalistici” come madrelingua o ereditarietà. Lo studioso fa notare che questo secondo approccio, più inclusivo, è quello che ha sposato storicamente l’Italia (a parte nel periodo fascista).

Tre articoli delle Leggi razziali del 1938 (con la definizione di razza ebraica e i divieti per chi ne faceva parte) e altrettanti della Costituzione Italiana (il 2, il 3 e il 10), contraltare di quella vergogna, dono altri materiali su cui i due studenti sono chiamati a riflettere.

Infine, ci sono riferimenti a due storie vere esemplari: il suicidio di Angelo Fortunato Formiggini, avvenuto nel 1938, precursore della Treccani, a cui il fascismo sottrasse azienda e identità e che scrisse, al momento di fare il gesto estremo, «muoio italiano»; la storia di Giorgio Marincola (al centro del romanzo “Timira”, di Wu Ming 2), maresciallo dell’esercito coloniale italiano che volle riconoscere i due figli avuti con una donna somala e, anche scosso dalle regole fasciste anti-meticce, divenne poi partigiano e fu ucciso dai nazisti.

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