Cesena, studenti puniti per scritta anti stranieri: 70 prof dell’Istituto Garibaldi-Da Vinci al fianco dei colleghi del Liceo Monti

Cesena
  • 18 giugno 2026

Un documento firmato da 70 insegnanti e letto l’altro ieri, a Collegio docenti concluso , per esprimere sostegno delle decisioni dei colleghi del liceo “Monti”, difendere la scuola, il suo ruolo educativo e della sua autonomia da qualsiasi strumentalizzazione politica e chiedere a tutti rispetto: è il modo in cui all’istituto “Garibaldi Da Vinci” si è deciso di portare un contributo al dibattito che si è scatenato sullo striscione mostrato da due studenti al “Monti”, durante la festa dei maturandi che si è tenuta l’ultimo giorno di lezione nel cortile dell’istituto. Un dibattito che, hanno scritto i docenti firmatari, «ha toccato profondamente la nostra comunità scolastica, invitandoci a riflettere non solo sul nostro ruolo di docenti e sulla missione educativa della scuola, ma anche sul futuro in cui i ragazzi sono chiamati ad assumere un ruolo di protagonisti attivi e consapevoli. Le numerose interpretazioni e i commenti diffusi, anche attraverso i social, hanno inevitabilmente coinvolto il nostro delicato compito educativo e, in alcuni casi, finito per ledere l’immagine e i valori che caratterizzano il nostro istituto. Ci siamo trovati a leggere frasi in cui si sosteneva apertamente che la scuola non sarebbe più il luogo del confronto, del dibattito, della dialettica, del libero pensiero e il motto “l’Italia agli italiani” è stato colto prevalentemente come autentica esaltazione di un’identità nazionale, spesso vissuta come calpestata o comunque non valorizzata perché ritenuta oscurata da altre identità di popoli con cui siamo sempre più chiamati a rapportarci. In tale ottica la scuola non avrebbe dovuto prendere alcuna decisione né tanto meno adottare alcun provvedimento disciplinare, pur essendo previsto dalla normativa vigente. In questo contesto complesso ed articolato, i docenti firmatari del nostro istituto esprimono piena solidarietà e vicinanza ai colleghi del liceo “Monti”». Invitano a «ricondurre interamente la vicenda in un quadro pedagogico-educativo i cui protagonisti, insegnanti, alunni e genitori, devono essere ascoltati e rispettati, non facendoli scivolare in strumentalizzazione politica».

Quanto alle decisioni adottate al “Monti” (il 6 in condotta per i due responsabili, accompagnato da una tesina riparatoria di educazione civica), i 70 prof di Agraria e Geometri fanno notare che «è facile per chi non vive la complessità del nostro mondo esprimere giudizi su come sarebbe stato opportuno agire. In verità, ogni decisione assunta nel contesto scolastico è sempre frutto di un confronto e di una discussione rispettosa dei vari punti di vista poiché la scuola è ancora il luogo della democrazia in cui le diversità sono ritenute valore e patrimonio su cui investire per il futuro di tutti, come citano numerosi corsi e circolari veicolate dallo stesso Ministero, che giustamente valorizzano il concetto di “cittadinanza globale”. Nell’esprimere la nostra vicinanza ai colleghi del Liceo Monti e la nostra condivisione delle loro decisioni collegiali, sottolineiamo i valori su cui si fonda “l’essere scuola per noi”, ovvero una comunità educante in cui i ragazzi, insieme ai docenti ed alle famiglie sono i veri ed unici protagonisti, tutti protesi verso la difficile costruzione di un nuovo domani in cui siano accolti i valori della pace, dell’ascolto, del dialogo, della diversità, del benessere. In questo difficile percorso non abbiamo bisogno né di sterili provocazioni né di strumentalizzazioni. Si chiede solo rispetto delle persone e dei loro tempi di crescita e maturazione».

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