Cesena, striscione “L’Italia agli italiani”, presidio di solidarietà ai ragazzi puniti: “La tesina riparatoria sembra una vendetta ideologica”

Cesena

Nessun tentativo di delegittimare la scuola. “Che resta e deve rimanere un tassello fondamentale per la crescita delle nuove generazioni e lo sviluppo della società”. Forse per il timore che anche la loro iniziativa potesse accendere nuove polemiche, i promotori (quasi tutti genitori, studenti e alcuni insegnanti in pensione) hanno voluto mettere in chiaro fin da subito le ragioni dell’iniziativa. Si è tenuto questa mattina, nel piazzale esterno del liceo classico “Monti” di Cesena un presidio pacifico, a tratti addirittura silenzioso, a sostegno dei due ragazzi puniti dal Collegio docenti per aver esposto da una finestra dell’istituto uno striscione recante la scritta “L’Italia agli italiani” durante l’ultimo giorno dell’anno scolastico.

I partecipanti erano circa 150 ed è stata più volte sottolineata la mancanza di una correlazione tra la sanzione inflitta, con particolare riferimento ai temi della “tesina riparatoria” e la reale motivazione dei provvedimenti avanzata dagli insegnanti: l’aver affisso un manifesto senza l’autorizzazione della dirigenza.

Sembra una vendetta ideologica. Il sapore è questo. Come genitori siamo preoccupati - hanno dichiarato gli organizzatori - perché non si può ideologizzare tutto. Se abbiamo ragazzi che scrivono “Italia agli italiani” e vengono punti abbiamo il legittimo timore e la piena facoltà di dire che non ci piace come metodo di approccio. Questa frase non esclude nessuno. Come invece hanno sostenuto altri” .

“Orgogliosi di essere concittadini di stranieri che lavorano duro”

E proprio in relazione alle accuse di razzismo e discriminazione mosse da parte della opinione pubblica e dall’Amministrazione hanno espresso il loro pensiero. “Nel nostro Paese - hanno ricordato - ci sono persone con altre origini che arrivano qui e lavorano duro, si danno da fare e portano pregio a questa Italia. Domani i loro figli saranno italiani e saranno orgogliosi di esserlo come noi di averli come concittadini”.

Chiamati in causa direttamente, alcuni studenti hanno voluto partecipare. Una ragazza coetanea e studente come i due liceali puniti, in particolare, ha denunciato come veda “una Italia sempre meno democratica. Dove anche esprimere un sentimento di vicinanza alla propria storia, alla propria Nazione diventa un crimine. E la scuola, purtroppo - ha aggiunto - non è più un presidio di libertà”.

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