Un 6 in condotta non dovuto solamente allo striscione esposto dalla finestra del liceo “Vincenzo Monti” durante la festa di fine anno con la scritta “L’Italia agli italiani”, ma a una sorta di recidiva testimoniata da una decina di note comportamentali rimediate nel corso degli anni dai due studenti durante la loro carriera scolastica. Si tratterebbe di comportamenti scorretti, non collegati però a episodi di razzismo. Un curriculum che avrebbe portato l’istituto a comminare il voto di 6 in condotta che ha portato alla sanzione della tesina “riparatoria”.
Uno degli studenti protagonisti, Enrico Fiumana, però non ci sta: «Sono episodi scollegati, alcuni pure distanti nel tempo – spiega –. Non vi è alcuna correlazione tra la sanzione disciplinare per affissione non autorizzata e le annotazioni e i richiami che, come tanti altri studenti, ho preso negli anni. Cose che magari riguardavano tardivi ingressi a scuola, compiti non fatti o l’utilizzo del telefono in classe».
I provvedimenti del passato sono emersi dai primi riscontri dopo che l’Ufficio scolastico regionale si è mosso per chiedere chiarimenti all’Ufficio di ambito territoriale di Forlì-Cesena sulla procedura sanzionatoria dei due ragazzi. Quindi la decisione del 6 in condotta non si riferirebbe solo all’esposizione dello striscione.
Intanto emergono altri comportamenti tenuti durante la “festa dei saluti”, il rito pre esame che ha visto radunarsi una dozzina di classi quinte e durante la quale è comparso lo striscione. Emerge, infatti, che alcuni ragazzi si firmavano a vicenda le magliette, e in alcuni casi sarebbero state disegnate svastiche e croci celtiche. «Quella mattina, come da tradizione, gli studenti si disegnano e scrivono vicendevolmente sulle magliette – spiega Fiumana –. Qualcuno ha iniziato a disegnare simboli politici di sinistra, ad esempio falce e martello. Per provocazione altri hanno disegnato quei simboli. Una protesta maldestra. Una ragazzata».