Cesena, strada franata chiusa per pericolo ma l’alluvione del 2023 non c’entra: «Colpa di piogge recenti e dei rifiuti»

Il dissesto idrogeologico su un territorio visibilmente fragile nella fascia collinare e la furia senza precedenti di ondate di maltempo, anche quando sono di breve durata, si confermano due amare realtà.

La riprova si è avuta pochi giorni fa quando il Comune è stato costretto ad adottare urgentemente un provvedimento di chiusura della strada a tempo per ora indefinito. Nel senso che la normale circolazione sarà ripristinata solo una volta realizzati interventi per superare una situazione che i tecnici hanno considerato pericolosa.

Il problema è stato riscontrato in via Pianazze, precisamente dal numero civico 300, per una lunghezza di un centinaio di metri. Si trova dalle parti di Monte Cavallo, la località ubicata all’altitudine più elevata all’interno del perimetro del comune di Cesena.

La situazione è grave, con «un dissesto e l’evoluzione dello stesso», come si legge nell’ordinanza di chiusura che è stata emessa a seguito di sopralluoghi fatti da addetti del Comune.

L’alluvione non c’entra

Per una volta, la famigerata alluvione del maggio 2023 non c’entra. La strada sarebbe stata «danneggiata a seguito delle forti piogge» recenti. Ma i residenti della zona sospettano che possa esserci anche una concausa. A detta di qualcuno, «la colpa è dei camion della spazzatura. Da quando viene fatta in zona la raccolta differenziata, ogni settimana passano grossi mezzi e le strade hanno cominciato a cedere».

Qualunque sia la ragione del cedimento del fondo stradale, la cosa certa è che a partire dal 28 luglio, e finché non sarà emesso un provvedimento che attesta la messa in sicurezza di quel tratto di via Pianazze, sono stati interdetti circolazione e accesso. Con l’avvertenza che è indispensabile per «tutelare la sicurezza delle persone e degli utenti della strada». Tra l’altro, nell’ordinanza è stato ricordato che l’inosservanza del divieto di transito non è una semplice infrazione al Codice della Strada ma è punibile ai sensi del Codice Penale, precisamente dell’articolo 650 (che contempla addirittura la possibilità dell’arresto fino a 3 mesi, anche se la prassi in questi casi è un’ammenda), in quanto costituisce “inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità”. Al di là dello specifico disagio, questa vicenda è l’ennesima testimonianza di quanto i cambiamenti climatici tocchino sempre più spesso e sempre più concretamente la vita quotidiana, non solo in occasione di grandi disastri ma con uno stillicidio di piccole criticità.

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