Cesena, speronamenti e violenza sessuale alla ex: condannato evita il carcere con lavori utili

Cesena
  • 25 aprile 2026

È terminato ieri con una condanna a un anno e mezzo, pena sostituita però con lavori di pubblica utilità, come chiesto dal suo avvocato Alessandro Sintucci, il processo nei confronti dell’uomo accusato di danneggiamento, violenza privata e violenza sessuale nei confronti della ex compagna. In particolare, era finito sotto la lente dei giudici un episodio avvenuto nello scorso mese di settembre. Dopo avere incrociato la donna mentre stava viaggiando in auto, prima aveva fatto un paio di speronamenti. Poi, una volta che lei era riuscita a raggiungere casa, l’aveva aggredita anche sessualmente, toccandole le parti intime.

Così aveva raccontato la vittima e il difensore dell’imputato, per fare piena luce su quest’ultimo particolare, aveva fatto acquisire la telefonata che la donna aveva fatto al 112 nell’immediatezza del fatto. Dall’ascolto di quel colloquio è emerso che la vittima aveva riferito in quel momento di essere stata inseguita e tamponata dal suo ex, ma non aveva fatto cenno all’abuso sessuale. Il pm Francesco Scardino ha perciò chiesto l’assoluzione. Ma il collegio giudicante, presieduto da Monica Galassi, con giudici a latere Andrea Priore e Massimo De Leva, ha comunque ritenuto attendibile il racconto fatto dalla vittima e ha condannato l’ex compagno a un anno e mezzo. A quel punto, non potendo godere del beneficio della sospensione della pena, il colpevole sarebbe finito in carcere, ma l’avvocato Sintucci ha chiesto e ottenuto lavori di pubblica utilità, da definire, al posto della detenzione. Un risultato ottenuto con sottili argomentazioni giuridiche, anche con riferimenti a principi costituzionali, che hanno sovvertito in tribunale a Forlì un orientamento consolidata per cui quella sostituzione di pena non viene solitamente concessa per questo genere di reati.

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui