Cesena, spacca-bottiglie seriali alla Barriera: aggressione a colpi di sedia e vetro

Spaccare bottiglie nel cuore della notte sembra essere diventato il fastidioso e pericoloso passatempo di un gruppetto di persone nei dintorni della Barriera. Quando va bene le infrangono scagliandole per terra o contro muretti o arredo urbano, ma più di una volta è successo di peggio. Come nella notte tra sabato e domenica, quando attorno alle 3.30 c’è stata un’aggressione fisica da parte di un giovane di origine africana ai danni di uno originario dell’est Europa.

L’ultima aggressione

Da un diverbio a parole, nato a quanto pare da una provocazione del secondo, si è passati rapidamente prima al lancio di una sedia presa dall’esterno di un locale, ovviamente chiuso a quell’ora, e poi all’uso di un coccio di vetro dopo avere spaccato una bottiglia a terra. È diventato un’arma da taglio che l’extracomunitario ha puntato contro il volto del “rivale”, prima incalzandolo e poi ferendolo. Questa la scena intravista e anche filmata da qualcuno nei paraggi, svegliato dal chiasso, che pur nell’oscurità ha sentito lamenti di dolore della persona dell’Europa dell’est. Durante il parapiglia, un altro paio di persone erano in strada, a osservare la situazione, senza prendervi parte ma anche senza reagire. D’altronde, le cose sono precipitate rapidamente e, da un semplice alterco, si sono trasformate in un episodio da brividi, senza che ci fosse neppure il tempo di allertare le forze dell’ordine. Il problema è che, come accaduto altre volte, qui come altrove, anche quando i tutori dell’ordine accorrono sul posto, le persone si dileguano in fretta, o comunque trovano situazioni in cui non ci sono gli estremi per intervenire con misure incisive.

Al di là del disturbo arrecato nelle ore piccole, lì accanto alla Barriera è capitato ripetutamente che qualcuno, probabilmente in stato di alterazione dopo avere alzato troppo il gomito con l’alcol o avere assunto droghe, abbia lanciato le bottiglie in mezzo alla carreggiata di viale Carducci, rischiando di colpire auto o, peggio ancora, passanti su due ruote o pedoni che camminavano sui marciapiedi. E nei casi più estremi, i cocci di vetro vengono raccolti con atteggiamento minaccioso e trasformati in armi, come è successo in questo caso.

Il problema dei bidoni del vetro

È questa la situazione con cui stanno convivendo da tempo, e sempre più spesso, i residenti e i frequentatori della zona che rappresenta la storica porta d’accesso al centro storico. Puntualmente fioccano le richieste di un maggiore presidio da parte delle forze dell’ordine e riflessioni sul disagio sociale, e forse anche psichico, che alimenta queste forme di vandalismi o di aggressività più pericolosa, che rischiano di scivolare da comportamenti molesti a violenze. Il rischio è che, prima o poi, qualcuno si faccia seriamente male, oltre a provocare danni materiali. Al tempo stesso, c’è la consapevolezza che non è di certo possibile avere controlli costanti ventiquattr’ore al giorno e che le problematiche di devianza sociale, impulsi rabbiosi e dipendenze patologiche dietro certe azioni sono troppo complesse per trovare soluzioni immediate sul fronte preventivo e di recupero.

Però c’è chi fa notare che la situazione potrebbe essere un po’ migliorata in un modo semplice. Quasi sempre, in questi episodi, le bottiglie intatte o rotte che vengono scagliate sono raccolte da tre contenitori del vetro posizionati accanto al punto di partenza del vialetto pedonale lungo viale Carducci, a pochi metri dalla Barriera. Sono molto utilizzati per la presenza di diversi ristoranti e bar in zona e quindi, anche se svuotamento e pulizia avvengono regolarmente, sono spesso pieni. Il problema è che si tratta di bidoni col coperchio tradizionale, apribile da chiunque. Anzi, spesso lasciato in posizione aperta. Così il contenuto può essere preso senza alcuna difficoltà da chi vuole “far casino”. Quei raccoglitori per il vetro - precisano abitanti ed esercenti - sono indispensabili e i più aggiungono anche che la versione col lucchetto da aprire con la chiave sarebbe scomoda e che comunque non è difficile da rompere. Perciò chiedono semplicemente di sostituire quei tre bidoni verdi con la classica “campana” per il vetro, dove si infilano bottiglie senza possibilità di estrarle. Forse - ipotizza una residente - la nicchia dove sono posizionati gli attuali contenitori potrebbe non essere adatta per quel tipo di soluzione, ma si potrebbe individuare un altro punto non lontano dove collocarli. Eventualmente sacrificando un paio dei pur preziosi posti auto lungo viale Carducci. Quel che è certo è che lasciare vetro a volontà a portata di mano di qualche persona fuori controllo, che sembra essersi “affezionata” a quella zona della città, favorisce una situazione che sta esasperando i cittadini.

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