Alcuni dei 39 giganti verdi censiti nel territorio provinciale, su un totale di circa 600 nell’intera Emilia-Romagna, potrebbero beneficiare presto di sostanziosi contributi regionali per prendersene cura. È stato infatti confermato anche per l’anno 2027, tramite un bando rivolto ai proprietari pubblici e privati, il sostegno agli alberi monumentali, per favorirne la conservazione e la salvaguardia. Il termine per la presentazione delle domande è stato prorogato al 30 ottobre prossimo. Intanto, per l’anno in corso, le risorse disponibili ammontano a 590mila euro e serviranno a finanziare interventi su 67 esemplari in tutta la regione: dalle indagini sullo stato di salute e dalle verifiche strumentali agli interventi arboricolturali, dalle azioni per migliorare le condizioni del suolo e dell’apparato radicale agli interventi di consolidamento, fino alle opere necessarie alla protezione degli esemplari, alla tutela della pubblica incolumità e alla realizzazione della relativa segnaletica.
Il maggior numero di alberi monumentali registrati nella zona di Forlì-Cesena è concentrato nel comprensorio cesenate: 25, a fronte di 14 nel Forlivese. I comuni che ne hanno di più sono Verghereto e Sogliano, con 6 a testa. Seguono, nell’ordine, Cesena (4), Sarsina, Bertinoro, Predappio e Civitella di Romagna (3), Bagno di Romagna (2) e infine, con uno a testa, Savignano, Roncofreddo, Montiano , Longiano, Modigliana, Galeata, Premilcuore, Rocca San Casciano, Dovadola. Il più imponente, con una circonferenza del tronco che sfiora i 6 metri, è il cedro del Libano di Villa Mami, nella frazione cesenate di San Vittore (al civico 2208 dell’omonima via). Per quel che riguarda le tipologie, la parte del leone la fanno le roverelle (con ben 21 alberi classificati come monumentali), mentre sugli altri due gradini del podio ci sono i faggi (5) e le querce (3). A Cesena, oltre al già citato cedro del Libano, ci sono un gelso a San Giorgio (in via Melona 3399) e due roverelle, a San Carlo (in via Monte Granello 1110) e a Lizzano (in via Casalecchio 1900). I primi riconoscimenti formali di alberi monumentali in provincia, con inserimento nell’apposito registro regionale, risalgono al 1988, mentre i più recenti inserimenti sono stati effettuati un paio di anni fa (due roverelle nel territorio di Predappio).