Cesena, sicurezza stazione: svolta con la Polizia locale e invito ai privati a fare squadra per far vivere l’area riqualificata

Cesena

La sicurezza è senza dubbio uno dei temi più delicati che le autorità di ogni ordine e grado dovranno affrontare con sempre maggiore attenzione. E dal lato politico potrebbe anche rivelarsi un effettivo metro di determinazione dei futuri equilibri. Ne sembra consapevole Luca Ferrini, l’assessore del Comune di Cesena con la delega in materia, che tra i dossier aperti ha il futuro dell’area della stazione ferroviaria e il ruolo attivo che potrebbe avere in quella zona la Polizia locale. Senza dimenticare la riorganizzazione degli spazi per renderli più vivi e quindi anche “presidiati”, appena sarà ultimata la metamorfosi di quella che finora è stata l’area più degradata e pericolosa della città.

Assessore Ferrini, la settimana scorsa i contingenti della Polizia locale di Cesena, Cesenatico e Unione Rubicone hanno portato a termine una massiccia operazione antidroga. Che ne pensa?

Si tratta di una grande azione di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, che ha richiesto due anni di indagini tra intercettazioni telefoniche e appostamenti nella zona della stazione e nelle aree limitrofe. La prima che la Procura della Repubblica sceglie di affidare alla Polizia locale. La richiesta del pubblico ministero, poi avvallata dal giudice delle indagini preliminari, ha portato all’emissione di 10 misure cautelari tra custodia in carcere e obbligo di firma. Il gip ha emesso i provvedimenti sulla base delle risultanze delle indagini della Polizia locale, a conferma dell’ottima conduzione dell’inchiesta.

Quindi, come ha evidenziato qualcuno, la Polizia locale può svolgere attività di polizia giudiziaria?

Io non ho mai considerato la Polizia locale “figlia di un Dio minore”, come mi è stato attribuito (da Michele Pascarella, coordinatore di Forza Italia, ndr). Sono gli altri che la ritengono inferiore. Ma come dimostrato, quando le viene data fiducia, sa ricompensarla.

Perché non pensarci prima?

Gli interventi non li stabilisce il Comune. Dipendono dal Comitato per la sicurezza istituito in Prefettura, a capo del quale c’è il questore. E le indagini le delega un pm. Come Giunta, siamo d’accordo a mettere in campo i nostri agenti, ma davanti a un aumento dell’organico e delle risorse. Serve che anche a livello nazionale che si dia più fiducia alle Polizie locali e si stanzino contributi a loro favore.

L’area della stazione è da sempre un’incubatrice di illegalità. Quali sono le prospettive?

Cominciamo col dire che con quell’operazione di polizia abbiamo “decapitato” una quota consistente di spacciatori che gravitano in quell’area. È una parte di Cesena che sta diventando bella e grazie al suo potenziale, dato dalla presenza delle scuole, dei parcheggi, dei collegamenti e dalla vicinanza al centro, deve diventare appetibile per tutti.

Al momento sembra appetibile solo per i criminali e anche l’idea di un parco aperto non convince tutti.

È la sfida dell’amministrazione. Nell’ultimo anno e mezzo tutte le forze dell’ordine hanno intensificato i controlli in quel versante della città. Ma non possiamo immaginare di risolvere ogni problema con la repressione. Cosa avremmo dovuto fare? Mettere cannoni e carri armati fuori dalla stazione, come suggerisce la destra? Sono i soliti detrattori. Sparano a zero senza dare soluzioni. Noi abbiamo scelto di ridare vita a quel luogo. E dove c’è vita la criminalità non prolifera.

Quindi?

Vogliamo creare un “circolo virtuoso” che coinvolga istituzioni, privati cittadini, giovani, imprese, associazioni ricreative, culturali, sportive e di categoria. È importante che anche i piccoli o medi imprenditori abbiano il coraggio di investire in quell’area. La stazione è il “biglietto da visita” della città e se questo appare ricco di proposte commerciali e vivo tutti ne traggono vantaggio. Il Comune ha puntato sulla riqualificazione estetica e sulla comodità, ora serve che tutti facciano la loro parte.

Ma gli imprenditori, come i proprietari degli immobili lì collocati, si aspetteranno di ricevere garanzie.

Vero. Ma intanto cominciassero a credere nel progetto.

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