Cesena, scritta razzista al liceo: puniti due studenti con 6 in condotta e tesina rieducativa

È stata immediata e incisiva la reazione delle istituzioni scolastiche all’esposizione da una finestra del Liceo “Vincenzo Monti” di un lenzuolo con un messaggio intriso di razzismo. Sono stati identificati quasi all’istante due studenti che hanno fatto quel gesto, come hanno ammesso loro stessi in un colloquio avuto con la coordinatrice di classe. Sono ragazzi di quinta, che stanno per affrontare l’esame di maturità, e adesso per loro diventa uno scoglio più impegnativo. Infatti, al termine degli scrutini, che per uno si sono svolti poche ore dopo il fattaccio e per l’altro ieri, si sono beccati un 6 in condotta. Un voto penalizzante, che però, come prevedono le norme più recenti in casi del genere, non impedisce di essere ammessi all’esame. Ma a una condizione: dovranno preparare una tesina scritta su temi attinenti a quello che è successo e di cui sono stati protagonisti in negativo. La coordinatrice di classe ne ha definito il titolo e dovrà essere consegnata prima della prova di italiano, prima tappa dell’esame.

Il gesto macchiato di razzismo

È accaduto tutto nella tarda mattinata di sabato scorso, in occasione del festoso ritrovo di fine scuola, nel cortile interno del “Monti”, che per le quinte è ormai diventato una tradizione, prima della volata finale verso l’esame. Erano circa 250 i ragazzi e le ragazze di dodici classi che si erano radunati lì.

All’improvviso e inaspettatamente, dalla finestra della saletta infermeria, al secondo piano della scuola, è stato calato un lenzuolo con una scritta nera fatta con la bomboletta spray: “L’Italia agli Italiani”.

È rimasta visibile per pochi minuti, perché la reazione è stata immediata, sia da parte dei docenti presenti, sia dei rappresentanti d’istituto. Alla fine, sono state due ragazze e un ragazzo a salire su per provvedere materialmente a togliere quello scempio. Ma in generale gli allievi e le allieve hanno mostrato maturità e senso civico, senza dar corda ai due compagni di scuola balordi.

Polizia al liceo, lenzuolo sparito

Anche la Polizia si è recata al liceo, prima di tutto in cerca del lenzuolo “incriminato”, che però è stato fatto sparire. Ma non ce n’era bisogno per appurare i fatti: non solo la scena è avvenuta davanti a tanti sguardi sbigottiti, ma qualcuno dal basso ha avuto la prontezza di documentarlo con un breve video. Inoltre, i due studenti a cui sono state appioppate le misure disciplinari hanno ammesso le loro responsabilità.

La dirigente scolastica

La dirigente scolastica. Maria Silvia Arcuti, è amareggiata, perché al “Monti” si fanno tante attività che vanno nella direzione dell’inclusione, esattamente il contrario del messaggio tossico mostrato. Al tempo stesso, si dice però rassicurata dalla reazione immediata e doverosa che c’è stata da parte di tutti, appena è apparsa la scritta. E sottolinea la grande rapidità con cui si sono identificati gli autori e si sono presi i provvedimenti del caso.

Testimonianza studentesca

Caterina Faedi, militante della Rete degli Studenti Medi di Cesena e liceale del “Monti”, che ha contribuito a rimuovere lo striscione, riferisce che l’esibizione di quel messaggio non è stato un gesto estemporaneo: «Chi lo ha esposto non ha mai nascosto le proprie posizioni razziste e fasciste all’interno della scuola. Durante l’anno scolastico si sono verificati episodi di inneggiamento al fascismo, comportamenti razzisti e prese di posizione fortemente antisemite. Situazioni che non dovrebbero trovare alcuno spazio nei luoghi della formazione e che hanno raggiunto il loro punto più alto proprio nell’ultimo giorno di scuola». C’è inoltre chi segnala l’uso di abiti con simboli come le croci celtiche, portati a scuola come se nulla fosse.

I docenti

Intanto, in una lettera inviata ieri, i docenti del Liceo “Monti” hanno voluto evidenziare che «lo striscione, e l’odioso messaggio che recava, è stato immediatamente rimosso, per volontà degli studenti e dei docenti presenti, che appena hanno realizzato cosa stava succedendo sono intervenuti. Ai nostri occhi, la pronta reazione di condanna della comunità scolastica, e soprattutto di allievi e allieve, sorpassa in valore e peso la gravità del gesto compiuto da pochi. Pochi, che la scuola ha provveduto a individuare e sanzionare con gli strumenti previsti dalla normativa in vigore». Poi allargano la riflessione oltre questa specifica vicenda, difendendo il lavoro educativo svolto: «La storia del Liceo “Monti” parla chiaro: da oltre 160 anni la nostra scuola è uno spazio aperto al confronto e al dialogo, anche vivace, in cui non c’è posto per l’odio verso la diversità. Al contrario, consideriamo le differenze un valore prezioso per la crescita culturale e, soprattutto, umana dei nostri studenti. Di anno in anno, i ragazzi trovano nel “Monti” un ambiente accogliente e inclusivo, capace di valorizzare la provenienza di ciascuno e di trasformarla in un’opportunità di arricchimento reciproco».

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