La voce di aggiornamento del Dup 2023, il documento unico di programma vigente, che prevede di destinare 131mila euro (contributo della Regione) al rinnovo per il 2024 e il 2025 di Ciacarè, il presidio aggregativo giovanile in zona stazione, accende il dibattito in Consiglio.
È sulla natura stessa del progetto che si è concentrato il duro attacco di Antonella Celletti, capogruppo della Lega, che ha definito «soldi buttati» le risorse stanziate. «L’assessora Carmelina Labruzzo ha definito Ciacarè una casa-laboratorio dove si educano i giovani alla partecipazione attiva e alla responsabilità civica. Ma lei lo sa - ha tuonato Celletti rivolgendosi all’assessora - che è un linguaggio che per quei giovani non ha alcun senso? I risultati sono inesistenti, la stazione e la città non sono più sicure».
«Fa ribrezzo associare giovani e sicurezza» è la replica altrettanto dura di Angela Giunchi del Pd che difende Ciacarè come «investimento sul futuro dei ragazzi che coinvolge». Giunchi riconduce l’attacco della Lega allo stesso atteggiamento politico da cui discendono le politiche nazionali su immigrazione e accoglienza: «Il vostro unico intento e non dovervi occupare di queste persone» e così «“buttate” questi ragazzi come fossero la causa della mancanza di sicurezza».
Difende i presidi aggregativi il consigliere di Cambiamo Enrico Castagnoli, ma lo fa ricordando come Ciacarè sia nato «da esperienze che già esistevano. Non deve per forza di cose essere il Comune ad occuparsene», aggiunge, paventando il rischio che dall’amministrazione ci sia una tendenza a sostituire invece che affiancare il terzo settore. Castagnoli ha anche ricordato come la gran parte dei centri di aggregazione citati nel programma di mandato (Lunamoonda, Garage, Bulirò) siano oggi chiuse.
A quell’elenco Labruzzo nella sua replica ha opposto quello delle realtà che hanno aperto negli ultimi anni (Opificio Artaj, Chilletto, l’educativa di strada) e rispondendo a Celletti ha sottolineando le basi pedagogiche su cui poggia Ciacarè e sottolineato che «fa parte di una rete azioni».
Intervento che non convince il M5s che in dichiarazione di voto ha bocciato il progetto (e quindi alla delibera) valutandolo come ulteriore esempio dell’inefficacia della Giunta sul tema sicurezza.