Cesena, scena da Bronx in pieno centro: sfida tra ragazzini armati con spettatori, la polizia evita il peggio

Cesena
  • 04 maggio 2026

Scene degne di scontri tra bande del Bronx, nella tarda serata di sabato, in pieno centro storico, con testimoni che hanno parlato di uso di coltelli, manganelli, spray al peperoncino e addirittura una taser per dare scosse elettriche. A rendere il tutto più sconvolgente e allarmante dal punto di vista sociale, ancor prima che dell’ordine pubblico, il numero enorme di persone nella zona del parapiglia, oltre un centinaio, e l’età molto bassa di molti dei protagonisti, che non sono neppure ragazzi ma poco più che bambini. Poi il tremendo sospetto che non sia stata una rissa, ma un rito di violenza collettiva, con scontri premeditati “su appuntamento” e con “spettatori” pronti a registrare morbosamente le violenze e magari farle circolare poi sui social. Un po’ come era avvenuto circa un anno fa, nella zona della stazione.

Questa la sintesi di cosa è accaduto attorno alle 23 dell’altra sera in piazza della Libertà e solo l’intervento tempestivo di ben tre volanti del Commissariato di polizia di Cesena, guidato dal comandante Nicola Vitale, è riuscito a evitare che qualcuno si facesse male.

Quando gli agenti sono arrivati sul posto a sirene spiegate, perché era stata segnalata una lite o una rissa, hanno trovato una situazione ben più grave. Alla loro vista, c’è stato un fuggi fuggi di gran parte dei presenti, in direzione corso Sozzi. Alcuni di quelli rimasti hanno riferito di avere visto armi e altri oggetti pericolosi. In particolare, sono riusciti a descrivere in modo dettagliato un ragazzino che avrebbe brandito un coltello e, grazie a queste indicazioni, i poliziotti, dopo un inseguimento a piedi, sono riusciti a bloccarlo di fronte alla Biblioteca Malatestiana. Ha appena 13 anni. Non gli hanno trovato addosso armi da taglio, ma è stato identificato, così come numerose persone coinvolte nella vicenda o semplici testimoni. Quasi tutti minori e moltissimi giovanissimi, attorno a 13-14 anni. In diversi casi sono stati riaffidati ai genitori, avvisati dell’accaduto.

Gli accertamenti sono comunque appena iniziati e andranno avanti in modo approfondito, anche con l’ausilio delle immagini degli impianti di videosorveglianza, per capire di preciso cosa è accaduto, a cominciare dalla presenza delle armi che qualcuno ha detto di avere visto, e poi per individuare i colpevoli e prendere i provvedimenti del caso.

La prima impressione è che non si tratti di un litigio o una rissa casuale ma di qualcosa di preordinato. Una specie di “sfida gladiatoria” tra gruppi rivali di cui diverse persone erano al corrente e che forse tanti avevano programmato di filmare.

Toccherà alla Polizia provare a fare chiarezza e in caso di conferma servirà anche una profonda riflessione sul disagio giovanile, anzi in questo caso addirittura preadolescenziale, e sull’aggressività sociale, che sembrano sempre più diffusi e gravi.

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