La Polizia di Stato e i Carabinieri di Cesena hanno arrestato un uomo di origini colombiane, classe 1996, con numerosi precedenti, per rapina impropria, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali.
L’intervento è scattato nei giorni scorsi, a seguito della segnalazione di un furto commesso all’interno dell’Ipercoop del centro commerciale Lungo Savio.
A dare l’allarme è stata la guardia giurata in servizio presso l’esercizio commerciale, che aveva notato l’uomo, già conosciuto per analoghi episodi, mentre prelevava alcune lattine di birra dagli scaffali per poi nasconderle sotto la maglietta. L’uomo aveva quindi oltrepassato le casse senza effettuare il pagamento. Il vigilante aveva tentato di fermarlo e di convincerlo a restituire la merce, ma l’uomo ha reagito violentemente, minacciandolo e spintonandolo con forza per riuscire a fuggire.
Immediatamente veniva contatto il 112 e sul posto interveniva una Volante del Commissariato di Polizia di Stato. Raccolta la testimonianza della guardia giurata, gli agenti hanno avviato le ricerche, chiedendo anche il supporto di una pattuglia dell’Arma dei Carabinieri.
Poco dopo, i due equipaggi hanno individuato l’uomo in un parco cittadino, non distante dal centro commerciale. Il 30enne si trovava seduto su una panchina intento a consumare alcune birre, verosimilmente sottratte poco prima. Alla vista degli agenti, ha iniziato ad agitarsi, con offese e minacce e rifiutandosi di fornire un documento di identificazione. Nonostante i ripetuti tentativi degli agenti e dei militari di riportarlo alla calma, il comportamento dell’uomo diventava sempre più aggressivo, fino a sferrare calci e pugni contro gli operatori.
I quattro appartenenti alle forze dell’ordine erano quindi costretti a intervenire per contenerlo e procedere al suo arresto. Nel corso della colluttazione, il 30enne colpiva ripetutamente gli operatori, provocando loro lesioni.
Al termine degli accertamenti, veniva dichiarato in stato di arresto per rapina impropria, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali.
Nell’udienza di convalida, l’Autorità Giudiziaria ha ritenuto legittimo l’arresto e, su richiesta della Procura della Repubblica, ha disposto nei confronti dell’indagato la custodia cautelare in carcere.