Un paio di battaglie legali vinte dal Comune, al quale erano stati richiesti risarcimenti sostanziosi, salvano il “tesoretto” a disposizione dell’amministrazione. Così, in primavera, 5 milioni e 244 mila euro saranno utilizzabili per effettuare investimenti extra o fare fronte a spese non ricorrenti della parte corrente del bilancio. Merito di cause andate a buon fine per Palazzo Albornoz, che quindi ha potuto “liberare” circa 3 milioni di euro totali dal Fondo in cui vengono accantonati i soldi per coprire i rischi legati a contenziosi in corso.
Quella in arrivo è la consueta boccata d’ossigeno rappresentata dall’avanzo di bilancio, in questo caso quello riferito al 2025: in pratica, le minori uscite o entrate inattese rispetto a quanto preventivato, che vengono “recuperate” nell’anno successivo. Questa volta la somma rischiava di essere più che dimezzata rispetto ai quasi 4 milioni e 995 mila euro dell’anno passato. Invece, alla fine, quando sarà pronto il rendiconto, quel “tesoretto” sarà più ricco di circa 250 mila euro rispetto al surplus del 2024 che era stato usato l’anno scorso.
Ad anticiparlo due sere fa, durante una commissione consiliare, è stato l’assessore al Bilancio, Camillo Acerbi. Ha fatto notare che in realtà l’avanzo di bilancio più “magro” che ci sarebbe stato senza le vittorie giudiziarie che hanno alleggerito il Fondo per il rischio contenziosi non è di per sè un male. Anzi, è segno di buona amministrazione, sia nell’elaborazione delle previsioni di spesa, sia nella gestione equilibrata delle risorse. Però da sempre quel “tesoretto” è prezioso e i vari settori della macchina comunale ci fanno conto.
Quindi nessuno piangerà per il fatto di avere maggiori margini di manovra, soprattutto grazie a due intricate e datate vicende giunte al capolinea. La prima è nota ed è legata al famoso tormentone delle revoche delle autorizzazioni all’installazione delle verande. La società “Al Monte Srl”, dopo aver visto riconosciuto un danno di oltre 1,1 milioni di euro per la chiusura del ristorante “I Gessi” che gestiva, aveva chiesto altri 1,4 milioni per la mancata cessione del ramo d’azienda che ne era seguita. Ma l’istanza è stata respinta. Una partita ancora più grossa, terminata anche in questo caso favorevolmente per il Comune, riguardava invece una faccenda urbanistica risalente all’era del vecchio Prg, attorno a cui si era acceso uno scontro ancor prima dell’insediamento della Giunta Lattuca. In quel caso il privato in lite col Comune aveva chiesto danni per circa 6 milioni di euro ma le sue pretese sono state ritenute infondate dai giovani. Un braccio di ferro meno rilevante con l’Agenzia delle Entrate, andato a buon fine per l’amministrazione comunale, e una gestione sempre più virtuosa degli insoluti, in forte diminuzione, hanno iniettato altro denaro fresco nell’avanzo, facendo venire meno la necessità di fare alcuni accantonamenti.