Cesena. Rapine con machete a Borello, confermata condanna a 5 anni per un 19enne

La Corte di Appello di Bologna ha confermato la condanna a 5 anni e 2 mesi di reclusione (oltre a 2.400 euro di multa) nei confronti del diciannovenne cesenate accusato della serie di colpi messi a segno prima che albeggiasse il 22 gennaio 2025 a Borello di Cesena. I giudici di secondo grado hanno integralmente convalidato la sentenza pronunciata il 23 ottobre dello scorso anno dal Gup del Tribunale di Forlì, Massimo De Paoli, al termine del processo con rito abbreviato.

Il raid a Borello

I fatti contestati risalgono al gennaio dello scorso anno, quando il giovane si è reso protagonista di una vera e propria scorreria nel piccolo centro cesenate, agendo insieme a un complice rimasto ignoto e con il volto travisato da un fazzoletto. Il pesante fascicolo della Procura di Forlì, curato dal pm Andrea Marchini, contestava inizialmente ben sei capi di imputazione: rapina aggravata (poi derubricata) ai danni di un uomo aggredito in strada mentre si recava in un negozio; porto d’armi illegale di oggetti atti ad offendere in concorso (nelle spedizioni è stato utilizzato un machete); tentata rapina nei confronti di una donna sorpresa in auto in un luogo isolato mentre rientrava dal turno di lavoro alla Amadori; detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti; inosservanza dell’obbligo di permanenza domiciliare disposto dal questore nel novembre 2024. Infine, rapina aggravata consumata per il colpo messo a segno all’interno del bar Gallo di Borello, dove sotto la minaccia di uno strumento atto a offendere erano stati rapinati la titolare e due avventori presenti nel locale.

La difesa

Il 19enne è stato arrestato l’8 maggio 2025 su ordinanza del gip Elisabetta Giorgi e condotto in carcere. Successivamente, la difesa (affidata all’avvocato di fiducia Domenico Di Bari) è riuscita a ottenere la sostituzione della misura con gli arresti domiciliari (che il ragazzo sta tuttora rispettando regolarmente). In primo grado, la linea difensiva ha puntato sulla scelta del rito abbreviato (che garantisce lo sconto di un terzo della pena) e su una parziale riqualificazione dei reati. Una strategia che ha ripagato in quanto la prima rapina è stata derubricata nel più lieve reato di minaccia aggravata, così come è stata riqualificata la detenzione di droga. Il giudice di Forlì, inoltre, ha accolto la richiesta della difesa di applicare il vincolo della continuazione tra i reati, ritenendo che gli episodi facessero parte di un medesimo disegno criminoso. Questo ha permesso di evitare il cumulo materiale delle pene, applicando invece il più favorevole cumulo giuridico (la pena per il reato più grave aumentata fino al triplo).

Il verdetto d’Appello

Nonostante il ricorso presentato dal difensore del giovane, i giudici della Corte d’Appello di Bologna, all’esito dell’udienza discussa nella mattinata di venerdì, hanno ritenuto congrua la decisione del Tribunale di Forlì, blindando la condanna a 5 anni e 2 mesi. Oltre alla reclusione e alla multa, restano confermate le pene accessorie del pagamento delle spese processuali, del mantenimento in carcere durante il periodo di custodia cautelare e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.

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