Non si scherza con il gioco d’azzardo, ma un po’ di ironia, se fatta con la giusta sensibilità, può fare luce sull’invisibile. È questa la convinzione su cui si fonda la prossima opera di Fabrizio Marcheselli, già autore di “Torno subito” e “Le aspirazioni di Arianna”, ora sceneggiatore e regista di “Lu Do Pat”, un mediometraggio in corso di finanziamento che vuole raccontare la tragedia della dipendenza dal gioco d’azzardo con un girato interamente romagnolo.
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Trend in crescita
«Il film non avrà toni tetri e cupi - ha spiegato l’autore parmigiano - ma non toccheremo assolutamente il tema con una presa leggera, vogliamo arrivare fino in fondo, fare ironia sulla società per veicolare un messaggio e criticarne le contraddizioni». Contraddizioni che, secondo Marcheselli, sono sotto gli occhi di tutti: «Il mio rapporto personale con il tema? Sono un cittadino infastidito. Mentre i media pubblicizzano in blocco il gioco d’azzardo chiedendo di “giocare responsabilmente” (un paradosso secondo l’autore, ndr) i supermercati chiudono, le famiglie si impoveriscono e i centri scommesse si moltiplicano».
Fenomeno pericoloso
L’aspetto più tragico però, su cui si concentrerà il film, sarà quello individuale: «La dipendenza dal gioco - dichiara Marcheselli – è una malattia subdola, un vizio maligno che non si nota sul volto della gente fino a quando non ha completato il suo corso distruttivo, dilapidato stipendi di lavoratori e prosciugato conti bancari di intere famiglie. Cercheremo di raccontare questa dinamica con tre storie interconnesse, tre generazioni di una famiglia che si trovano, all’insaputa l’uno dell’altro, vittime del gioco. Starà poi a un quarto personaggio rendersi conto della situazione e tentare di risolverla».
Prevenzione tra i giovani
Per il regista, che ormai si considera romagnolo d’adozione, la decisione di girare qui a Cesena però non è solamente dettata dai suoi affetti presenti nel territorio: «La Romagna è una parte d’Italia che amo e che senz’altro eccelle in numerosi aspetti, ma non è affatto immune alla piaga del gioco, che sta aumentando vertiginosamente (i dati regionali parlano di 9 miliardi spesi annualmente, con una media di 903 euro a persona, ndr). Per questo vogliamo realizzare un contenuto adatto ad essere distribuito anche nelle scuole, per fare prevenzione tra i giovani, che a causa della digitalizzazione entrano in contatto sempre più facilmente con questo mondo».
Obiettivo 12mila euro
Il film è ancora in corso di finanziamento, ma la sensibilità in merito al tema sembra essersi in parte già espressa attraverso la campagna di crowdfunding, sponsorizzata da Bcc romagnolo attraverso il partner ideaginger.it, che ha quasi toccato la cifra dei 5mila euro. «La soglia minima che ci permetterebbe di realizzare un mediometraggio adeguato a trattare il tema è la stessa fissata come tetto del crowdfunding, ovvero 12mila euro - ha specificato Marcheselli - Intanto ci tengo a ringraziare tutti i nostri sostenitori, grandi e piccoli, e Luana Grilli e la cooperativa sociale “Il Mandorlo” , sempre in prima linea tanto nell’inclusione lavorativa quanto nel sostegno a questi progetti».