Cesena, punto ristoro in zona Stazione: il Comune prepara la deroga

Tra poche settimane il Comune di Cesena aprirà il sipario sul nuovo piazzale Karl Marx. Dopo mesi di lavori non semplici che hanno visto slittare la chiusura del cantiere di oltre un mese, lo spazio dell’ex autostazione sarà di nuovo fruibile dalla cittadinanza con un aspetto del tutto rinnovato.

L’area dovrebbe presentarsi come un grande parco con ampi spazi verdi, un campo da basket e altre attrezzature sportive. Un restyling che per l’Amministrazione sarebbe funzionale a rilanciare uno degli angoli più critici della città sul piano della sicurezza e soggetto al degrado. Ma strategico in quanto “porta di ingresso” a Cesena per l’adiacenza della stazione ferroviaria e per l’alta concentrazione di scuole.

Nelle previsioni del Comune, la rivalutazione complessiva dell’area passerebbe anche dalla collocazione sul piazzale di «attività che possano animare e presidiare l’area per restituirne una frequentazione “positiva”», ha affermato l’assessora alla urbanistica Cristina Mazzoni.

Per questo l’Amministrazione ha proposto di realizzare nei locali della zona est dell’immobile “Ex Arrigoni”, di cui il Comune tornerà nel pieno possesso per il trasferimento delle attività didattiche, di laboratorio e di istituto della facoltà di Psicologia al Campus di Cesena, un chiosco per la somministrazione di alimenti e bevande, comprensivo di bagni aperti al pubblico. Che sarà realizzato da un soggetto selezionato dall’Amministrazione dopo una regolare procedura di affidamento pubblico e secondo i criteri in essa delineati. Compresa la possibilità di costruire in deroga al Regolamento Edilizio comunale una struttura di superficie fino a 150 metri quadrati; superando ampiamente il limite massimo di 20 metri quadrati prescritto dalla disciplina dei chioschi. Deroga che la Giunta ha reso oggetto di un’apposita delibera presentata alla Seconda Commissione consiliare due sere fa in quanto per essere inserita nel bando richiede l’approvazione del Consiglio comunale.

L’eccezione sarebbe consentita perché l’opera andrebbe a soddisfare “esigenze di pubblico interesse” – ha spiegato l’assessore Mazzoni. Individuate dal Comune nel più ampio progetto di “rigenerazione dell’area stazione”.

Il chiosco non avrà, però, natura di “opera pubblica” per due ragioni: perché sarà realizzato e gestito da un soggetto privato e poiché non sarà orientato a un “pubblico fine”, ma al raggiungimento degli scopi di sviluppo urbano e territoriale dell’Amministrazione.

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui