Cesena, pubblicità offensive o ingannevoli: il Comune detta regole e controlli per affissioni etiche

Cesena

Il 30 aprile il Consiglio comunale discuterà le modifiche al regolamento sulle affissioni pubblicitarie, con l’obiettivo di definire limiti più chiari alla comunicazione commerciale e sociale negli spazi pubblici e rafforzare la tutela della dignità delle persone. La proposta è stata presentata qualche giorno fa, in commissione consiliare, dall’assessora alle politiche giovanili e delle differenze Giorgia Macrelli. Si basa sul codice di autodisciplina pubblicitaria attivo dagli anni Novanta, «uno strumento con cui i pubblicitari si autoregolano per garantire una comunicazione onesta».

Gli obiettivi

Le novità, se approvate, si vedranno sulle plance comunali gestite da Ica Spa, per le quali si vogliono introdurre criteri più stringenti per dire basta a messaggi ingannevoli, contenuti volgari o indecenti, e prestare maggiore attenzione al rispetto delle convinzioni religiose, dei minori e della rappresentazione dei generi. «L’obiettivo è evitare messaggi che ledano la dignità della persona, anche in termini di identità di genere e orientamento sessuale», ha spiegato Macrelli, impedendo «una rappresentazione non rispettosa e stereotipi offensivi».

La modifica prevede inoltre che chi richiede affissioni debba aderire al codice di autodisciplina. In caso di contenuti ritenuti dubbi, il materiale potrà essere sottoposto a un organismo terzo di controllo. «Vogliamo delimitare un perimetro in cui tutelare tutte le persone che vivono nella nostra città», ha aggiunto Macrelli.

Le obiezioni

Durante la discussione in commissione, non sono mancate critiche. Alcuni esponenti di Cesena siamo noi hanno sostenuto che si è parlato di «concetti vaghi» e hanno richiamato possibili contrasti con gli articoli 21 e 41 della Costituzione, relativi alla libertà di espressione e all’iniziativa economica.

Il sistema di controllo

Per chiarire il meccanismo è intervenuto l’assessore al Bilancio e Cultura Camillo Acerbi: «Per garantire terzietà - ha precisato - la valutazione viene affidata a un ente indipendente». I manifesti, ha precisato, «vengono comunque affissi» e l’organismo di controllo «non ha potere sanzionatorio né di rimozione», competenze che restano al Comune.

I sostenitori delle novità

La proposta rientra nelle modifiche al regolamento per il canone patrimoniale di occupazione del suolo pubblico e di esposizione pubblicitaria (Cup) e, nelle intenzioni della maggioranza, rappresenterebbe «un passo verso una maggiore tutela delle comunità».

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