Per combattere i cambiamenti climatici, e sulla scia della decisione di espandere la zona naturale protetta lungo il fiume Savio, il Comune punta su due strategie di lungo respiro, nell’ambito di un progetto denominato “Foglia”: la creazione di boschi urbani e la riduzione delle aree impermeabili. Due mosse in questa direzione sono state ora messe a fuoco in un documento dettagliato: da una parte, un piano di riforesterazione in una ventina di zone del territorio comunale, individuate con precisione; dall’altra parte, la “desigillazione” e l’ombreggiatura in oltre cento parcheggi, anche in quel caso puntualmente definiti dopo un’analisi della situazione esistente.
Non tutto quanto è stato previsto verrà sicuramente realizzato, e soprattutto non tutto nello stesso momento. Si tratta di una mappa di quelle che sono possibilità, che via via, almeno in parte, si trasformeranno in realtà. Ma il documento di indirizzo appena approvato dalla Giunta comunale per gli interventi di adattamento climatico segna senz’altro una svolta significativa nell’affrontare un problema evidente e grave, che richiede misure urgenti e concrete
Parcheggi da decementificare
Per 102 aree per la sosta a cui si ipotizza di mettere mano, l’esigenza nasce dalla constatazione che soprattutto quelle meno recenti sono state realizzate usando «materiali impermeabili» e sono sprovviste di «elementi vegetali ombreggianti», con la conseguenza che d’estate sono «soggette e fenomeni di surriscaldamento». Contro queste “isole di calore”, si prevedono quattro tipi di interventi: la rigenerazione strategica, che prevede la de-impermeabilizzazione dell’area con il recupero dell’acqua piovana (con i cosiddetti giardini della pioggia), l’ombreggiamento delle aree di sosta e dei percorsi pedonali e segnaletica intelligente; la rigenerazione totale, che consiste nel desigillare l’area con dispersione delle acque nel terreno e l’ombreggiatura degli stalli di sosta; la rigenerazione parziale, ossia la desigillazione dell’area con dispersione delle acque nel terreno oppure l’ombreggiatura degli stalli di sosta; la rigenerazione energetica, che prevede la produzione di energia elettrica mediante l’installazione di pannelli fotovoltaici sulle coperture dei parcheggi. Quasi metà dei 102 parcheggi individuati è concentrata in tre quartieri: 16 al Dismano e altrettanti all’Oltresavio e 14 al Cervese sud.
Riforestazioni urbane
Per quel che riguarda le aree strategiche vocate alla localizzazione di nuove forestazioni urbane, che sono circa 20, sono state suddivise in tre categorie: quelle aree agricole di proprietà comunale; quelle agricole di proprietà privata dove per l’eventuale attuazione devono essere previste procedure per l’acquisizione dell’area; quelle che fanno parte di trasformazioni urbanistiche complesse in corso di attuazione in cui è prevista la cessione al Comune. Vengono evidenziati quattro vantaggi portati dalla presenza di boschi urbani: l’aumento della biodiversità; la lotta all’inquinamento dell’aria, grazie all’assorbimento dell’anidride carbonica: il miglioramento della qualità della vita, anche dal punto di vista visivo: la naturale mitigazione delle temperature che gli alberi garantiscono, incidendo molto sul microclima e rendendo quindi più vivibili le estati sempre più torride. Per decidere quali sono le zone più bisognose delle riforestazioni, ci si è rifatti a uno studio condotto dall’Università Iuav di Cesena e basato su dati satellitari. In sintesi, è emerso che le concentrazioni di calore e di cemento più gravi si riscontrano nel polo industriale di Pievesestina, nella aree che rientrano in Piani produttivi di iniziativa pubblica, nelle aree artigianati esistenti nelle frazioni e nelle aree centrali della città consolidata (quella di prima espansione), in quest’ultimo caso per colpa dell’estesa impermeabilizzazione dei suoli.
Negli allegati al progetto “Foglia”, parola dietro cui si nasconde una sigla, con le iniziali che stanno per “Forestazione green blue infrastructures per l’adattamento”, sono state mappate tutte le zone potenzialmente interessate a queste opere all’insegna della sostenibilità ambientale.
La strategia di fondo e il Savio
L’obiettivo generale è aumentare dell’1,7% la superficie alberata sul territorio comunale entro il 2030.
Nella relazione del documento si ricorda inoltre che un’altra gamba del piano complessivo è il recente riconoscimento dell’area del lungo Savio come “Paesaggio naturale e seminaturale protetto”: insieme all’istituzione di un nuovo sito appartenete a “Rete Natura 2000” su cui si sta lavorando, porterà ad avere a Cesena 23.163 chilometri quadrati di aree protette, contro gli attuali 4.833, quindi quasi il quintuplo.