Cesena, pressing dell’ex sindaco e dello studioso per la rocca: rastelli di Leonardo da Vinci da salvare, serve 1 milione

Cesena rischia di perdere un tesoro preziosissimo dal punto di vista culturale, che potrebbe anche diventare una potente calamita turistica in grado di attirare visitatori pure dall’estero, in quanto è collegato a un personaggio famoso in tutto il mondo: Leonardo da Vinci. Si tratta dei rastelli della rocca, cinque barriere difensive che erano posizionate lungo il percorso tortuoso che portava alla fortezza sul Colle Garampo e che furono studiati e disegnati dal genio rinascimentale, durante la visita in città che fece nel 1502, chiamato dal duca Cesare Borgia. I resti di quei “cancelli”, inghiottiti dalla vegetazione infestante, non sono ormai più visibili e rischiano un deterioramento irreparabile. Eppure per effettuare i lavori su quella e sulle altre priorità, come la salvaguardia del muro corridore, per tutelare e valorizzare la rocca basterebbe circa 1 milione di euro. Una somma che, con una programmazione a stralci, magari nell’arco di un triennio, può essere trovata nel bilancio comunale, senza bisogno di trovare somme straordinarie da fuori, attraverso la partecipazione ai bandi.

Tanti piani rimasti sulla carta

Questo il ragionamento, che suona anche come un appello all’amministrazione comunale, sviluppato durante una recente conferenza dedicata alla rocca da due voci autorevoli: quelle dell’ex sindaco Giordano Conti, presidente dell’associazione “Amici della Biblioteca Malatestiana”, organizzatrice dell’incontro nella Sala Lignea, e dell’architetto Pino Montalti. Il secondo è autore di studi approfonditi sulla fortezza e sull’intera cinta muraria. E anche di un progetto di fattibilità tecnica ed economica messo a punto nel 2021, che quantificava in 7 milioni di euro il costo complessivo per realizzare un ambizioso intervento di recupero sull’intero sistema fortificato cittadino, che oltre alle mura malatestiane include i resti della rocca vecchia, antecedente a quella che iniziò a prendere forma alla fine del Trecento.

Fin dal 2019 a Palazzo Albornoz si era pensato di mettere mano ai rastelli, che in parte sono “mangiati” dalla vegetazione e in parte sono rimasti sepolti sotto una porzione di pavimentazione fatta nel 1970, e ad altre urgenze, con un investimento stimato in 2,1 milioni di euro. Poi, nel 2022, il Comune ha provato a battere la strada della partecipazione a un bando ministeriale per ottenere finanziamenti, anche per sistemare il parco che circonda la rocca, ma è andata male. Però, come hanno detto sia il relatore sia Conti, per una prima sistemazione, concentrandosi sui rastelli e sulla sistemazione di una parte del parco che circonda la fortezza, potrebbe bastare uno sforzo economico di circa 1 milione, eventualmente spalmabile in più anni.

I lavori in vista nel parco

In questa direzione, anche se limitatamente a un piano di manutenzione, riqualificazione e valorizzazione del Parco della Rimembranza, va una mozione presentata da Fratelli d’Italia nell’estate del 2025 e approvata all’unanimità: un atto con cui si è impegnata la Giunta a realizzare questo tipo di lavori nel corso del 2027.

Montalti ha ricordato che circa l’80% del verde attorno alla fortezza è costituito da piante infestanti e da tempo gli esperti segnalano la necessità di eliminare una parte delle alberature per rendere di nuovo visibili le mura per chi le osserva dal basso, pur non tornando alla “pelata” esistente prima della creazione di quel ben polmone verde.

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