Cesena. Pinacoteca a Palazzo Oir verso il 2028, riparte anche il Museo archeologico

Il Dup, sigla che sta per Documento unico di programmazione e che l’assessore Camillo Acerbi ha definito l’atto «più alto nell’ambito della programmazione comunale», è finito qualche sera fa sotto la lente in commissione consiliare. E si è trasformato anche nell’occasione per fare il punto su due progetti molto attesi nel settore culturale: la nascita della nuova pinacoteca a Palazzo Oir e il radicale rinnovamento del Museo archeologico all’interno del complesso della Biblioteca Malatestiana.

Sul luogo accanto a piazza della Libertà destinato a raggruppare le opere d’arte di proprietà del Comune e quelle delle collezioni della Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena e di Crédit Agricole, Acerbi ha fatto un aggiornamento sullo stato d’avanzamento dei lavori, spiegando che «dopo un lungo intervento, ormai concluso, sui solai, alla luce di nuove normative molto rigorose sul versante della sicurezza, ora inizierà la fase dei lavori impiantistici, anche questi non banali, perché ci sono esigenze particolari di cui tener conto, soprattutto per l’aerazione giusta per conservare i dipinti». Tutto dovrebbe essere ultimato entro la fine del 2027, ma la prospettiva è quella di procedere all’inaugurazione, e quindi all’apertura, nella primavera del 2028. Anche perché i passi finali andranno fatti con cura. Nell’allestimento degli arredi - ha spiegato l’assessore - sarà importante curare i dettagli, per esempio i colori. Un incarico per molti di questi aspetti è stato affidato allo studio Greppi di Firenze, molto quotato, che si è occupato allestimenti importanti in grandi città come Parigi. Un altro punto chiave sarà la selezione di quali opere d’arte esporre e dove: la cernita sarà complessa, perché ce ne sono ben 1.040 di proprietà comunale, oggi in parte all’interno degli spazi del complesso del San Biagio in via Aldini (aperti solo su richiesta o in occasione di eventi speciali) e in parte nei depositi, e poi 80, le più pregiate, delle collezioni della Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena e Crèdit Agricole.

Per quel che riguarda il Museo archeologico, chiuso da ormai 8 anni, Acerbi ha ammesso che si è «più indietro». Però, finalmente, qualcosa si muove. «Si sta procedendo all’approvazione del progetto esecutivo – ha riferito – e si bandiranno entro fine anno i lavori, che saranno poi affidati all’impresa che vincerà la gara d’appalto nella primavera del 2027». Intanto - ha aggiunto - «un gruppo di archeologi qualificati sta esaminando quali reperti esporre, anche alla luce di tanti ritrovamenti fatti negli ultimi anni in vari cantieri, per esempio all’Osservanza, dove sono venuti alla luce anche insediamenti pre-romani». C’è anche l’intenzione di superare la disattenzione che il precedente museo aveva sulle ceramiche medievali e rinascimentali, che praticamente non comparivano tra i pezzi esposti e invece sono molto belle. L’assessore ha anche invitato a fare «un ragionamento su chi saranno i fruitori». A suo avviso, avrà «principalmente avrà finalità didattiche». E quindi ha osservato che bisognerà tenerne conto da vari punti di vista: nel piano espositivo, nel redigere le “didascalie”, nel pensare quale tipo di teche usare e nel dare anche la possibilità di farne toccare con le mani qualcuno dei reperti. In questo caso, sulla data di fine lavori l’assessore si è detto più incerto, ma ha ipotizzato che potrebbero essere completati, più o meno, in concomitanza con la nuova pinacoteca o poco dopo, forse verso la fine del 2028.

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui