Longiano, per l’omicidio di Denaldo autopsia e consulenza per capire premeditazione e se fosse vivo quando è stato gettato nel pozzo

Verrà eseguita lunedì prossimo l’autopsia sul cadavere del 31enne assassinato e si preannuncia tutt’altro che un atto “dovuto” e di routine, come avviene sempre nei casi di omicidio. Ci sono infatti diversi punti importanti e delicati da chiarire. Uno su tutti: Denaldo Maxhallaku era già morto, ucciso dai tre colpi di pistola, quando il suo corpo è stato gettato dentro il pozzo? È un dettaglio non da poco anche dal punto di vista giudiziario perché, se fosse stato ancora vivo, scatterebbe l’aggravante della crudeltà. L’esame autoptico per il quale è stata incaricata l’anatomopatologa Donatella Fedeli sarà fondamentale per accertare se i proiettili abbiano colpito organi vitali in modo tale da provocare un decesso immediato oppure no.

La dinamica precisa degli spari è un aspetto rilevante della vicenda e non a caso si è deciso di affidarsi anche a un consulente balistico per esaminare i fori d’entrata e d’uscita dei colpi esplosi, in particolare la loro inclinazione. Questi particolari potrebbero infatti essere decisivi, così come la distanza da cui sono partiti i proiettili, per capire in quale posizione si trovava la vittima al momento “dell’esecuzione” e se è stato fatto fuoco a bruciapelo. E sono informazioni che possono pesare per capire se l’uccisione sia stata premeditata o sia avvenuta d’impulso. Dopo l’autopsia, si dovrebbe definire in tempi rapidi anche la data del funerale. Intanto, il reo confesso Daniele Sartini resta in carcere, in attesa della convalida dell’arresto. Questo step giudiziario verrà fatto nella giornata di oggi o al più tardi domani.

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