Un piano comunale per la fruibilità del commercio di vicinato. Lo chiede Confcommercio cesenate.
“All’inizio del 2026 - afferma il presidente di Confcommercio cesenate Augusto Patrignani - Confcommercio richiede provvedimenti concreti e condivisi a sostegno dei negozi di prossimità, a partire da un sistema chiaro della fruibilità urbana e da un piano integrato di fruibilità che coinvolga scelte urbanistiche e di mobilità. “Il centro urbano deve tornare a essere facilmente accessibile, vivibile e attrattivo per cittadini, clienti e imprese: senza accessibilità non c’è commercio, senza commercio non c’è città”, dichiara Patrignani.
Tra le priorità dell’anno, Confcommercio indica una revisione delle politiche di sosta, una mobilità equilibrata che non penalizzi chi vive e lavora nei centri, una semplificazione reale delle regole e un confronto strutturato e continuo con le amministrazioni. “Chiediamo scelte coraggiose ma condivise, perché il commercio di prossimità non è un problema da gestire, è una risorsa da valorizzare”, sottolinea Patrignani.
Confcommercio Cesena ha fiducia nel presente e nel futuro delle imprese che rappresenta. “Un imprenditore non può permettersi di vivere nella paura: come ricordava Roosevelt, l’unica cosa di cui dobbiamo aver paura è la paura stessa. La paura paralizza, la fiducia costruisce”, afferma il presidente. Ogni giorno le imprese del territorio investono, rischiano con responsabilità, creano lavoro e ricchezza diffusa, tengono vive e illuminate le città. Dietro ogni vetrina c’è una storia, un progetto, un’identità che parla della comunità. “I nostri imprenditori meritano condizioni adeguate per lavorare: oggi invece subiscono una fiscalità pesante, una burocrazia soffocante e regolamenti che spesso penalizzano invece di accompagnare”, prosegue Patrignani.
Non è sostenibile che il tempo dedicato alle carte superi quello per clienti, dipendenti e programmazione. “Se non invertiamo la rotta, sempre meno giovani sceglieranno di fare impresa o di continuare attività di famiglia, e questo sarebbe un impoverimento per tutto il territorio”, avverte il presidente. Il 2026 deve essere l’anno delle scelte: Confcommercio Cesena è pronta al confronto, ma servono risposte concrete. I negozi di prossimità sono presidio economico e sociale, senza di loro le città perdono anima e futuro”.