Slitta di un mese, a causa di ritrovamenti archeologici che hanno rallentato i lavori, il completamento dell’intervento di rigenerazione di palazzo Roverella. Il cantiere, che è stato anche al centro di non poche proteste di alcuni commercianti e residenti della zona, doveva essere chiuso, sulla base del cronoprogramma iniziale, entro la fine dell’anno che si è da poco concluso. Invece, si è spostata al prossimo 29 gennaio il termine per ultimare l’intervento. Uno slittamento che non crea problemi per l’accesso ai finanziamenti del Pnrr, condizionati dal rispetto di una data che sarà rispettata anche con questo piccolo ritardo. A fare un po’ da freno sono stati soprattutto interessanti rinvenimenti archeologici fatti nei locali interrati dell’ex chiesa del Santo Spirito, dove è venuta alla luce una struttura al di sotto della pavimentazione del presbiterio, databile al XVII secolo. Sono state inoltre intercettate strutture d’epoca tardomedievale in tre zone, inclusa una dove sono state realizzate sistemazioni esterne.
La consegna dei lavori era stata fatta nelle ultime settimane del 2023 e pochi giorni prima di Natale la cooperativa “Cons.Coop”, che si era aggiudicata l’appalto al costo di 11,2 milioni di euro, ha chiesto e ottenuto una proroga di 30 giorni per ultimare le opere previste.
Intanto, la Giunta comunale ha approvato nei giorni scorsi un atto di indirizzo che spiana la strada alla definizione di come saranno gestiti i nuovi spazi che sono ormai pronti, in modo che possano essere assegnati nel prossimo mese di settembre e diventare immediatamente operativi con uno svolgimento coordinato delle funzioni e dei servizi che convivranno all’interno del grande complesso riqualificato. Sono diversi gli enti individuati che saranno chiamati a fare la loro parte: Comune di Cesena, Acer, Asp, Serinar, Unione dei Comuni Valle Savio e probabilmente realtà esterne che dovranno essere individuate.
Il quadro dei locali da gestire è molto articolato. C’è uno studentato con 24 posti letto. Le case popolari sono 8 (due alloggi erp al primo piano e sei al secondo). L’edilizia residenziale sociale potrà contare su 20 appartamenti: 12 alloggi ers veri e propri (due al piano terra e dieci al primo piano); 4, tutti al piano terrà, da usare per la transizione abitativa; 4 in co-housing, anche questi tutti al piano terra. Ci sono poi 8 sale per riunioni o dove saranno collocati uffici. Per la parte più ricreativa, si contano un ristorante con annesso bar, una ludoteca con quattro stanze e una sala prove, una sala per mostre ed eventi della chiesa sconsacrata dello Spirito Santo e un alloggio di uso non precisato.
Tra le decisioni delineate nell’atto d’indirizzo per l’assetto gestionale c’è la creazione di un Tavolo di coordinamento composto dal Comune di Cesena e dai principali stakeholders che contribuiranno a valorizzare l’immobile «col compito di garantire un coordinamento operativo tra i diversi soggetti e una programmazione condivisa e congiunta, un monitoraggio delle fasi di attivazione dei servizi, una definizione di linee comuni per comunicazione, accesso e gestione condivisa degli spazi, una supervisione della sostenibilità economico-finanziaria, una definizione di un Regolamento gestionale unitario per l’uso degli spazi comuni, standard di accessibilità e inclusione, protocolli di sicurezza».