La comunità borellese si stringerà oggi pomeriggio attorno a “Bianco”, super tifoso di Marco Pantani, morto all’età di 85 anni. Alle 16, nella chiesa della frazione sulle prime colline cesenati, si celebrerà il funerale di quello che non è stato solo un personaggio diventato noto in tutta Italia per il suo sconfinato amore per l’indimenticato campione del ciclismo, fin da quando nel 1991 fondò il primo fan club a lui dedicato. È stato anche una persona molto apprezzata per tanti motivi, per esempio per la sua attività lavorativa come meccanico in un’officina aperta insieme al fratello Carlo, di 3 anni più anziano e ancora vivo (ha anche un fratello minore), passata ora nelle mani dell’adorato nipote Sandro. Il suo affetto più grande, quello per l’inseparabile moglie Ida Ballani, Guerrino De Santi (questo il nome all’anagrafe, ma tutti lo chiamavano Bianco) lo ha perso invece diversi anni fa. La loro vita insieme, iniziata fin dai tempi delle scuole elementari, quando frequentavano la stessa classe a Borello, ha avuto come frutto una figlia: Emanuela, negoziante del paese. L’eredità più indelebile di Bianco, nella sua dimensione “pantaniana”, è stata invece il grande cippo dedicato al Pirata, che fece realizzare a proprie spese e trasportò sul monte a Montevecchio: munito di arredi per la sosta attorno, è diventato una tappa fissa ormai leggendaria per tanti ciclisti e ammiratori di Pantani.
Sempre in omaggio al Pirata, aveva fatto anche realizzare un murale all’uscita dalla E45, che ora non c’è più.
La devozione di Bianco per Marco Pantani si è espressa per tanti anni nella presenza costante, con il suo camper, sulle strade su cui correva il campione. Arrivava e dipingeva e ridipingeva su centinaia di metri d’asfalto il nome del suo idolo, scrivendolo con la lettera iniziale P fatta in una forma allungata diventata caratteristica e ripresa tante volte dalle telecamere durante le gare.
Ma il legame tra Bianco e Pantani non era solo sportivo. Nel momento più buio della vita del campione sul piano umano, alla fine del 2002 provò a dargli una scossa portandolo con sé in viaggio in Grecia, sul camper con cui spesso aveva fatto vacanze ben più spensierate con la moglie. Poco più di un anno dopo il campione morì e forse quelle settimane furono le ultime in cui riuscì a intravedere un minimo di luce.