O un colpo di arma da fuoco o il soffocamento in contenitori in cui viene sottratto l’ossigeno e immessa anidride carbonica. Sono le rigide indicazioni operative diffuse da Ispra alle quali il Comune di Cesena dovrà attenersi per ridurre e contenere la popolazione di nutrie sul proprio territorio.
A spiegarlo ieri, nella prima parte della seduta del Consiglio comunale, è stato l’assessore all’Ambiente, Andrea Bertani, che interpellato sul tema della gestione dei roditori dal gruppo consiliare di Fondamenta-Avs ha sottolineato come l’Amministrazione debba attenersi «al piano normativo nazionale definito da Ispra». Ha specificato che l’istituto «ha riscontrato l’inefficacia dei metodi ecologici, come della sterilizzazione». Sull’entità delle difficoltà che gli animali comportano alla collettività ha segnalato che si tratta di «un roditore che ha un forte impatto sulla biodiversità. Ma soprattutto sul piano sanitario, perché sono un serbatoio di parassiti pericolosi per l’uomo, come la leptospirosi». Avrebbero, inoltre, una certa incidenza anche sul rischio idraulico. «La presenza della nutria in Regione – ha riportato Bertani – ha un indice di gravità pari a 8. Coefficiente elevato che richiede attenzione. Le gallerie scavate dalle nutrie sugli argini dei fiumi costituiscono un ulteriore fattore di rischio, ma non è che con la soppressione dei roditori si elimini il rischio idraulico».