Cesena, nuovo Commissariato rialzato sul fiume: lavori vicini alla fine

È ormai delineata la forma del nuovo Commissariato della Polizia di Stato che sta sorgendo accanto al Caps, a due passi dal Ponte Vecchio. Il cantiere in viale IV Novembre è a buon punto e si può finalmente ipotizzare un periodo in cui sarà operativo, sostituendo gli attuali locali inadeguati, in via Don Minzoni. L’apertura, se non ci saranno imprevisti, potrebbe avvenire a cavallo tra i prossimi mesi di maggio e giugno. Circa un anno e mezzo in ritardo rispetto alle tabelle di marcia di cui si era parlato all’inizio del percorso (quando era ancora sindaco Paolo Lucchi, la questora era Loretta Bignardi e al comando del Commissariato c’era Giorgio Di Munno). Ma per opere di questo tipo, con esigenze di sicurezza molto particolari, qualche ritardo è la regola. Ora, però, l’intervento, seguito con grande attenzione dal questore Claudio Mastromattei e dal comandante del Commissariato, Nicola Vitale, sta procedendo bene, anche con ritocchi e accorgimenti migliorativi significativi, con la piena collaborazione del sindaco Enzo Lattuca e degli assessori della sua amministrazione coinvolti a vario titolo, a partire da Christian Castorri e da Luca Ferrini, che hanno rispettivamente le deleghe ai Lavori pubblici e alla Sicurezza e Legalità.

Il progetto che sta prendendo forma è stato condizionato anche dalla vicinanza al fiume Savio, più che mai dopo l’esondazione che ha causato danni enormi proprio all’adiacente Caps. Perciò i progettisti di “Polistudio” hanno previsto un piano rialzato di 1 metro e 25 centimetri rispetto all’accesso dalla strada, da dove si accederà ai diversi uffici. Questa differenza di quota, ovviamente insieme alle opere anti-disastri sul Savio che si sono fatte dopo i fatti del maggio 2023 e a quelle ancora più importanti che si stanno pensando, dovrebbe rendere più improbabili allagamenti degli spazi coperti in caso di alluvione.

Per quel che riguarda la struttura, è divisa in due corpi: il fabbricato dove troverà posto il Commissariato vero e proprio e un altro edificio per il front-office per passaporti e immigrazione. Per marcarne le diverse funzioni anche dal punto di vista visivo si è scelto di colorare con tinte differenti gli ingressi a questi due spazi, ai quasi si arriverà attraverso un percorso comune, in quota, accessibile da scale e da una rampa con una pendenza inferiore all’8%. In entrambi i fabbricati ci sarà comunque un ascensore per assicurare una piena fruibilità dei servizi alle persone in carrozzina o con limitate capacità motorie.

Per esigenze di sicurezza, per la zona al piano rialzato del Commissariato, dedicata a corpo di guardia e all’armeria, si sono scelti materiali e tecnologie differenti rispetto al resto del fabbricato e prestazioni di resistenza meccanica più elevata: per garantirle, si è puntato su murature piene in laterizio, infissi blindati, pavimentazione in pvc antistatico, porzioni di pavimento galleggiante. Sul perimetro lungo la strada, invece del muro esterno di recinzione ci sarà una recinzione metallica appoggiata su un muretto in cemento armato alto 40 centimetri.

Molto ampie le vetrate per favorire l’illuminazione naturale dei locali: nel progetto si è fatto sì che occupino più di un ottavo dell’intera superficie delle facciate.

Da segnalare infine, l’impianto fotovoltaico sul tetto, all’insegna del risparmio energetico e della sostenibilità ambientale.

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