Da almeno una dozzina di anni si cercava un privato pronto a restituirgli nuova vita. Finalmente il Comune ha trovato a chi affidare l’immobile di via Sorrivoli legato al vecchio acquedotto a Ponte Abbadesse. La procedura ad evidenza pubblica lanciata nei mesi scorsi per valorizzare la struttura si è conclusa con la presentazione di un’unica domanda, ma la commissione chiamata ad esaminarla l’ha giudicata ammissibile. Ha dato quindi il via libera alla firma di una concessione, della durata di 20 anni, a titolo quasi gratuito: il canone da pagare è stato infatti fissato in appena 300 euro all’anno.
Adesso non resta che vedere come sarà utilizzato quel fabbricato a pianta ottagonale, sorto alla fine dell’Ottocento a servizio del serbatoio collegato dell’acquedotto di origine rinascimentale, la cui esistenza risulta antecedente al 1849. Il vecchio acquedotto fu chiuso attorno al 1925, quando si realizzò quello nuovo in zona ippodromo, che durante la seconda guerra mondiale venne minato e così si decise di riattivare l’acquedotto di Ponte Abbadesse, ma restò in funzione solo per 50 giorni, perché lo si dovette richiudere per l’insalubrità delle acque. L’immobile, attorniato tra l’altro da 7 alberi, è vincolato dalla Soprintendenza, per il suo valore storico-architettonico, ha altezze variabili poco funzionali per alcune attività e gli impianti non sono a norma. Anche le superfici disponibili sono piuttosto ridotte: quella fondiaria è di 186 metri quadrati, quella catastale di 52.
Gli usi possibili sono i seguenti: attività culturali, uffici pubblici, attività sociali, pubblico esercizio. Nella seconda metà del Novecento quell’immobile fu utilizzato per un po’ di tempo, prima come luogo di ritrovo e poi come chiosco per la preparazione di alimenti, piadina, crescioni e trippa, prevalentemente da asporto. Chissà che il destino di quello spazio non sia proprio quello di diventare un punto ristoro e aggregativo in qualche forma che sappia coniugare il fascino della sua storia passata con le esigenze della modernità.