A Cesena la lente del Comune si allarga su tutta la città e in modo particolare sugli immobili di proprietà dell’Ente a cui dare nuova vita con l’obiettivo di restituirli pienamente alla comunità. Tra gli interventi più significativi troviamo palazzo Mazzini Marinelli, destinato a diventare la nuova Casa della Musica, e palazzo Oir, futura sede della Pinacoteca comunale, oggi interessato da lavori.
In questo solco si inserisce l’approvazione, da parte della Giunta, del ‘Piano pluriennale di rifunzionalizzazione degli immobili del Comune di Cesena – Centro Storico’, insieme alla definizione degli indirizzi strategici per la mappatura e la valorizzazione del patrimonio immobiliare.
“Il piano – commenta l’assessore al Patrimonio Christian Castorri – nasce dalla consapevolezza che il patrimonio immobiliare comunale rappresenta non solo una componente essenziale del capitale pubblico, ma anche un asset strategico per la generazione di valore per la collettività. Centrale, in questo senso, è il lavoro di mappatura e conoscenza degli immobili, considerato un presupposto imprescindibile per una gestione efficiente, trasparente e responsabile. Nello specifico, sono tre le direttrici principali individuate. La prima è la piena conoscenza del patrimonio, attraverso il consolidamento della mappatura digitale e lo sviluppo di strumenti di gestione predittiva. La seconda riguarda l’innovazione sociale, che si concretizza anche nel progetto ‘Rete Spazio Comune’, volto a coinvolgere il Terzo settore nella gestione e nella valorizzazione degli spazi. La terza è la sostenibilità economica, perseguita tramite modelli di partenariato pubblico-privato per il recupero e la gestione degli immobili di maggior valore storico”.
Il piano, elaborato grazie al lavoro congiunto di diversi servizi comunali riuniti in un tavolo tecnico interdisciplinare, individua percorsi specifici per immobili di grande valore identitario come palazzo O.I.R., palazzo Mazzini Marinelli, il complesso di Sant’Agostino, palazzo Guidi e l’ex Lazzaretto.
“Il valore di un bene pubblico – prosegue l’assessore – non si misura solo in termini economici, ma anche nella capacità di generare servizi, cultura, inclusione e coesione sociale. In questa prospettiva, la rigenerazione degli immobili contribuisce a migliorare la qualità della vita urbana, restituendo ai cittadini spazi prima inutilizzati o degradati. Non meno rilevante è il tema della trasparenza nella gestione del patrimonio, leva fondamentale per attrarre risorse esterne, dai fondi europei ai finanziamenti statali e regionali, fino agli investimenti privati. Opportunità che potranno sostenere gli interventi previsti, senza incidere ulteriormente sulla fiscalità locale”.