Dopo decenni di attesa, la circonvallazione di Calabrina e Villa Calabra si avvia verso la realizzazione: 15,8 milioni di euro, in gran parte fondi regionali Fsc per cambiare il volto della viabilità nel nord del cesenate. Ma un gruppo di residenti avverte che “proprio ora, nella fase della progettazione definitiva, Comune, Provincia e studi tecnici incaricati non possono permettersi di sottovalutare alcuni aspetti che rischiano di trasformare un’opera utile in un intervento dagli effetti pesanti per chi in quei luoghi vive ogni giorno”.
I benefici attesi
A fare il punto, a nome di alcuni cittadini, è Flavio Medes, che ha messo nero su bianco un paio di preoccupazioni non da poco.
La nuova variante alla Sp7 “Cervese”, tra il casello A14 di Cesena e Calabrina, risponde a un problema cronico: il traffico che ogni giorno attraversa i centri abitati di Calabrina e Villa Calabra. I vantaggi previsti sono essenzialmente quattro: migliore collegamento Cesena-mare, utile a pendolari e turismo verso Cervia e Milano Marittima; meno intasamento mattutino, alleggerendo il nodo ingresso Cesena-casello A14-Technogym; meno congestione estiva, dovuta al “traffico del mare” che si somma a quello ordinario; più sicurezza stradale, allontanando il traffico pesante dal cuore dei due abitati.
Son “ragioni solide, che rendono l’opera necessaria e attesa”. Ma Medes fa notare che “proprio per l’impatto che avrà sul territorio, la progettazione deve affrontare con altrettanta serietà due fattori critici”.
Il legame Calabrina-Gattolino
Il primo fattore su cui si sofferma è l’esigenza di non spezzare il legame tra Calabrina e Gattolino, visto che “sono comunità profondamente interconnesse, che condividono asilo, scuola e ufficio postale, con scambi quotidiani tra gli abitanti. Molte famiglie con bambini si muovono in bicicletta per raggiungere questi servizi e le attività ricreative dei più piccoli. Un tracciato che tagli percorsi ciclabili esistenti o renda meno sicuri questi spostamenti colpirebbe proprio la fascia più vulnerabile della popolazione. La progettazione deve garantire attraversamenti sicuri e collegamenti ciclopedonali protetti tra le due comunità, pena la sostituzione di un problema di sicurezza con un altro”.
Pericolo inquinamento
Il secondo fattore delicato riguarda la salute pubblica prima di tutto, e poi l’ambiente.
“Qui va posta la priorità più urgente - sottolinea Medes -. Le analisi sui venti dominanti indicano una prevalenza sud-orientale: un tracciato mal collocato rischia di intrappolare smog, polveri e rumore sopra l’abitato di Calabrina invece di disperderli verso le campagne. Non è un dettaglio tecnico: significa esporre stabilmente i residenti, a cominciare da bambini, anziani, persone con patologie pregresse, a un rischio concreto di patologie respiratorie, cardiovascolari e disturbi da rumore cronico (stress, insonnia). Sarebbe un paradosso inaccettabile: eliminare il pericolo degli incidenti stradali per sostituirlo con un danno alla salute lento ma altrettanto reale”.
Per questo viene avanzata una richiesta precisa: “Valutazione ambientale non può ridursi a un adempimento burocratico: serve una vera Valutazione di impatto sulla salute (Vis), che consideri direzione dei venti, distanza delle case dal tracciato e orari di punta, per decidere barriere fonoassorbenti, fasce verdi o limiti di velocità mirati”.
A questo si aggiunge un principio progettuale definito non negoziabile: “Bisogna evitare che il nuovo tracciato attraversi o costeggi zone densamente abitate. Ogni ipotesi che avvicini la strada a scorrimento veloce a case, cortili e spazi di vita quotidiana va scartata a monte, non corretta a posteriori con barriere e mitigazioni. La sede stradale va collocata il più lontano possibile dagli insediamenti, non semplicemente “protetta” dove il tracciato risulta più comodo da realizzare”.
La sfida per chi decide
La riflessione finale è chiara e semplice: “Nessuno mette in discussione l’utilità della circonvallazione. Ma un’opera pensata per migliorare la qualità della vita non può spezzare i legami quotidiani tra Calabrina e Gattolino, né scaricare sui residenti un nuovo fardello sanitario e ambientale. Sta a Comune, Provincia e progettisti dimostrare che salute pubblica, distanza dagli abitati e coesione sociale sono condizioni di partenza, non correttivi da aggiungere a lavori in corso”.