Il “caso Mario Roggero” è arrivato anche nell’aula del Consiglio comunale di Cesena. Due giorni fa l’assise ha respinto una mozione presentata dalla Lega che in caso di approvazione avrebbe impegnato la Giunta a sostenere la concessione della grazia al gioielliere piemontese di 72 anni tramite l’invio di una lettera ufficiale al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Cesena, mozione di Lega per Mario Roggero bocciata in consiglio comunale
I motivi della richiesta
La proposta - ha spiegato Enrico Sirotti Gaudenzi, capogruppo della Lega - mirava a porre l’attenzione «sul contesto nel quale si è ritrovato ad agire Roggero», per «analizzare con la massima sensibilità quanto accaduto». Dal Carroccio hanno fatto notare che «la legge preclude, per reati simili, la detenzione domiciliare, ma l’ordinamento offre un’altra strada per ottenerla. Ponendo come unica condizione che sia avanzata o pendente una domanda di concessione della grazia».
Cesena 2024: «Propaganda»
La maggioranza formata da Partito Democratico, Fondamenta-Avs e Movimento 5 Stelle ha espresso voto negativo. Cesena 2024, invece, non ha votato, ma ha comunque preso la parola definendo l’atto come «mozione da campagna elettorale, avanzata solo per guardarsi le spalle da Futuro Nazionale. La spettacolarizzazione della vicenda attuata dalla maggioranza di governo, che trasforma una persona che ha commesso errori in caso di rilevanza nazionale, serve a spostare l’attenzione pubblica dalle inefficienze, mancanze e problematiche dell’Esecutivo. Roggero è uno slogan che illude e incattivisce le persone. E incrina i valori della convivenza civile».
Avs: «Eversione»
Avs ha additato la mozione come «completamento di un piano eversivo verso la Repubblica»». Ha evidenziato che la mozione è stata proposta «in un momento in cui in Italia abbiamo il minimo storico di reati violenti e in cui eliminiamo - ha rincarato la dose Damiano Censi, capogruppo di Fondamenta-Alleanza Verdi e Sinistra, allargandosi a temi estranei alla questione - elementi come la cura della persona e le risorse per il sistema sanitario. O dove investiamo ancora nelle auto a combustibili fossili e non finanziamo la formazione dei corpi di polizia». È stato fatto inoltre un richiamo alla vicenda di Bologna, sostenendo che Fakir è morto «perché chi doveva intervenire non l’ha fatto per incapacità». La Lega, dunque, con la mozione in oggetto avrebbe architettato «uno strumento per pervenire alla distruzione dell’equilibrio del sistema costituzionale», attraverso «la legittimazione della violenza privata come soluzione all’incapacità di rispondere alle esigenze dei cittadini. Questa mozione rappresenta la chiusura di un piano sistemico del Governo per rimanere al potere».
Il no del Pd
Il Pd si è scagliato sia contro la mozione sia contro gli altri provvedimenti in materia di sicurezza varati dal Governo Meloni, dalla legittima difesa, già modificata nel 2019 dal governo Lega-M5S, al decreto approvato dal Consiglio dei ministri che ha introdotto una presunzione relativa di imputabilità per i minori tra i 14 e i 18 anni e ampliato la fattispecie dell’identificazione. «Sono misure accomunate dalla volontà di estendere la paura e aumentare il controllo giustificando l’uso della forza», è la tesi del Pd, che ha poi accusato i partiti di Governo di «usare il caso Roggero per screditare la magistratura dopo essersi sciacquati la bocca nel nome di Borsellino». I Dem si sono poi spinti fino a invitare Claudio Borghi, parlamentare della Lega e firmatario di un nuovo disegno di legge che vuole riformare l’istituto della legittima difesa, a «tornare nelle caverne».
L’opposizione
Fra i banchi della minoranza, Fratelli d’Italia ha confermato l’indirizzo politico scelto fin dall’inizio della legislatura di non partecipare a discussioni e votazioni su questioni che travalichino i confini comunali.
Cesena siamo noi si è invece astenuta ritenendo «sbagliata la mozione, perché in uno Stato di diritto non può prevalere la giustizia privata». Ha però difeso il capogruppo della Lega dalle offese e illazioni proferite dalla maggioranza. Lega che, riferendosi ai rapinatori, ha rilevato «la confermata vicinanza della sinistra a chi commette reati».