Cesena, morto storico ex direttore dell’azienda Amadori appassionato di informatica, ulivi e poesia

È morto lo storico e stimatissimo “ragioniere dell’azienda Amadori”. Si chiamava Gianfranco e portava lo stesso cognome della famiglia che ha fondato e controlla tuttora l’impero dei polli con quartier generale a San Vittore, ma non c’erano legami di parentela.

Pilastro dell’azienda Amadori

È stato una figura chiave della crescita dell’impresa, in un periodo precedente a quello dei super manager. Una fase in cui, nelle aziende di famiglia, anche di grosse dimensioni, il ragioniere non era solo una figura tecnica ma una mente strategica, che insieme alle proprietà dava direzione all’attività e condivideva, e a volte orientava anche, scelte importanti, a partire dall’organizzazione. Nel ruolo di direttore generale, è stato fondamentale nella nascita e nei primi passi dell’impresa, come braccio destro del suo creatore e personaggio iconico, Francesco Amadori.

Il percorso scolastico

Gianfranco Amadori era nato nel 1943 a San Mauro in Valle, dove c’era anche il suo amico del cuore Foiera, che divenne poi direttore amministrativo della stessa Amadori. Dopo avere iniziato il percorso scolastico alle scuole elementari all’Istituto Artigianelli Lugaresi gestito dai Padri Giuseppini, si era diplomato all’Istituto tecnico e da lì aveva avuto iniziò un’avventura professionale ricca di risultati e soddisfazioni, prima come impiegato e poi in ruoli di grande responsabilità, nell’azienda Amadori.

La famiglia

Altrettanto importante e vissuta con grande cuore era la sfera personale e familiare, al fianco della moglie Rita Toschi. Una parte centrale della sua vita, arricchita dalla nascita delle figlie Sabrina e Monica.

Altre passioni

Una volta in pensione, accanto a qualche consulenza professionale, ha dato grande spazio anche al contatto con la natura e con la campagna per cui aveva una predilezione. Ma non ha mancato di coltivare pure un’altra vocazione: quella per scrittura, in particolare di poesie, ma anche di riflessioni sulla vita. Ne è scaturita la pubblicazione di un libro, intitolato “Emozioni” e pubblicato da “Il Ponte Vecchio”. Lui stesso ha raccontato che aveva “scritto” da sempre, ma solo a metà degli anni Novanta aveva iniziato a mettere su carta quello che prima era solo nella sua mente.

Stima e riconoscenza di tanti

Tante persone, tra cui Nicoletta Tozzi, popolarissimo volto del mondo sportivo cesenate, lo ricordano come loro mentore nell’ambiente lavorativo, evidenziandone le grandi qualità, anche umane.

Il ricordo di Bruno Piraccini

Bruno Piraccini, presidente di Orogel, che lo conosceva fin da bambino e ne è stato sempre un grande amico ed estimatore, lo ricorda così: «Abbiamo frequentato insieme, nella stessa classe, sia le scuole medie che le superiori, diplomandoci ragionieri, e poi abbiamo condiviso anche i nostri percorsi lavorativi, fin da quando lui fu assunto da Amadori, che a quei tempi era un’azienda minuscola. Ne ha accompagnato la crescita fino al pensionamento nei primi anni Duemila. Aveva una mente innovativa. Fu tra i primi a Cesena a capire l’importanza dell’informatica, creando anche diverse società che operavano in questo settore, inizialmente in seno all’azienda Amadori e poi, in più di un caso, autonomamente. Da questo punto di vista, è stato un grande precursore, che ha preparato anche il terreno all’avvento dell’università e della Facoltà di Informatica. La nostra economia, e più in generale la società, oltre che l’impresa Amadori, deve molto a lui. Era un grande risolutore di problemi con grande calma e una persona di coesione». Poi c’è il profilo extraprofessionale, altrettanti ricco: «Di lui – continua Piraccini – mi piace ricordare anche la sua grande passione per la campagna. Da quando aveva impiantato un uliveto nel podere che aveva comprato sulle prime colline di San Vittore, era diventato il mio fornitore personale dell’olio di oliva che produceva. Aveva anche una verve poetica. Ricordo inoltre il forte amore per la moglie e la famiglia, come toccai con mano a Sorrivoli, quando festeggiò lì i 50 anni di matrimonio. Non era loquace ma era un uomo pieno di contenuti e di buoni sentimenti, con cui mi è capitato anche più volte di consultarmi sulle mie questioni di lavoro».

Funerale domani

Proprio a Sorrivoli si celebrerà il funerale, domani alle 14.30.

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