«La sicurezza stradale non si costruisce con interventi isolati, ma con una visione d’insieme». È da questo principio che parte l’azione del Comune di Cesena per rendere le strade più sicure e ridurre drasticamente il numero di incidenti. Un obiettivo che - ha annunciato il sindaco Enzo Lattuca nell’incontro di fine anno con i giornalisti - si tradurrà in una programmazione di interventi pluriennali, zona per zona, da mettere a fuoco in collaborazione con i Quartieri. Una delle prime azioni sarà la creazione di nuove Zone 30, partendo da tre frazioni e da un quartiere nella prima periferia.
Gli incidenti stradali rappresentano la prima causa di morte in Italia per i cittadini sotto i 40 anni. Nel corso del 2023, sul territorio comunale, si sono verificati 795 sinistri, di cui 403 con feriti. Nel 2024 le cose non sono migliorate: si sono comunque contati 8 morti e 521 feriti. Anche nell’anno0 appena concluso, in attesa di avere i dati finali, si può anticipare che non c’è stata l’auspicata svolta positiva, anche se rispetto ad alcuni anni fa i pericoli sono comunque diminuiti.
Gli interventi previsti
«Ogni situazione va affrontata nello specifico, perché ogni strada è diversa», sottolinea l’assessore alla Mobilità, Christian Castorri, spiegando come gli interventi di messa in sicurezza siano parte di un percorso portato avanti da tempo dall’amministrazione e considerato una priorità assoluta. Tra le azioni previste e già avviate figurano la realizzazione di nuove rotonde, la messa in sicurezza degli attraversamenti pedonali e la segnaletica orizzontale, l’implementazione di nuove strade scolastiche, l’aumento dei controlli e dei presidi della Polizia locale e l’estensione delle Zone 30.
Gli obiettivi sono chiari e sono stati fissati nel Pums, il Piano urbano della mobilità sostenibile: entro il 2030 il Comune punta a ridurre del 30% il numero complessivo di incidenti e del 50% quello delle vittime sull’intera rete stradale
Per riuscirci, «è necessario fare una ricognizione puntuale di tutte le situazioni - ribadisce Castorri - in quanto il tema della mobilità è complesso e va affrontato in un quadro generale».
La riduzione della velocità si conferma una delle necessità più urgenti e uno degli ambiti in cui le misure si rivelano più efficaci. Lo dimostrano i dati di Bologna, dove l’introduzione del limite dei 30 km/h ha portato, in un solo anno, al dimezzamento dei decessi per incidenti stradali, raggiungendo il minimo storico dal 2013; e per la prima volta dal 1991, nessun pedone ha perso la vita.
Sulla base delle analisi del Pums, sono state individuate quattro aree in cui estendere il limite dei 30 km/h: San Giorgio, Gattolino, La Fiorita e San Vittore. Andranno a integrare quelle già presenti.
«L’impegno del Comune c’è stato, c’è e ci sarà - assicura l’assessore - come ogni volta che intraprendiamo un percorso per mettere in sicurezza una strada»
Il 2026 sarà un anno dedicato al lavoro su questi aspetti, stanziando anche risorse adeguate. Tanto per cominciare, circa 200mila euro all’anno vengono destinati alla segnaletica e alla manutenzione delle strade.