Cesena, Metanodotto Snam: l’accordo da 946mila euro chiude la vicenda

Va definitivamente in archivio la vicenda delle opere di compensazione pattuite dal Comune con Snam connesse alla realizzazione del tratto di metanodotto in fase di realizzazione tra Sestino e Minerbio. Nel territorio cesenate si stanno posando quasi 20 chilometri di tubature sotterranee per il trasporto del gas e nell’aprile 2024 l’amministrazione comunale chiese alla società il «riconoscimento di adeguate misure compensative e di riequilibrio ambientale» che facessero da “contropartita” all’impatto dell’intervento.

La convenzione

Nelle scorse settimane la Giunta ha dato il via libera alla sottoscrizione della convenzione che definisce le misure di cui si farà carico Snam Rete Gas Spa, per un valore complessivo di 946mila euro. La parte più sostanziosa di questa somma (550mila euro) verrà impiegata per realizzare il nuovo collegamento ciclabile delle frazioni di Ponte Abbadesse e Rio Eremo. Ammonta invece a 300mila euro la cifra che sarà destinata a finanziare l’efficientamento energetico nel complesso scolastico di Ponte Pietra. Infine, 96mila euro di questo plafond verranno utilizzati per migliorare dal punto di vista energetico impianti di illuminazione pubblica. A fronte di questi contributi di Snam, il Comune si impegna a rinunciare a ulteriori pretese.

In pratica, non ci sono state novità sostanziali rispetto alle ipotesi di impiego dei soldi che si era ipotizzato in un primo momento, a parte un aumento dei finanziamenti che erano stati stimati per la ciclabile e per la scuola di Ponte Pietra (ciascuna in crescita di 50mila euro), con corrispondente riduzione del gruzzolo destinato all’illuminazione, così da mantenere a 946mila euro il totale della compensazione per i 19.411 chilometri di tubature previste.

Archiviate le obiezioni

Sono quindi cadute nel dimenticatoio le obiezioni che erano state fatte un paio di anni fa da esponenti politici della minoranza. In particolare, “Cesena siamo noi” aveva criticato il fatto che i fondi di Snam non fossero destinati a interventi a favore delle aree attraversate dal gasdotto ma in altre zone, che non ne sono toccate. Per esempio, quella lista civica aveva suggerito di usare i soldi compensativi per recuperare la ex scuolina di Diegaro e metterla a disposizione della comunità di quella zona, direttamente interessata al passaggio del metanodotto. Camillo Acerbi, nella sua veste di assessore al Bilancio, si era detto disponibile a discuterne e nel caso a modificare l’impostazione annunciata. Il vice sindaco Christian Castorri si era invece mostrato più chiuso, replicando che l’amministrazione comunale deve avere uno sguardo mirato a dare risposte alle esigenze della città nella sua interezza, e non delle singole frazioni. Alla fine, non ci sono stati ritocchi e sono state confermate le opere prospettate dal primo momento. Senza prendere neppure in considerazione le osservazioni fatte da alcuni cittadini, che avevano fatto notare che i benefici ambientali derivanti dagli interventi a cui si era pensato erano indiretti, sotto forma di risparmio energetico e di minori emissioni in atmosfera nel favorire con la ciclabile l’uso della bici invece che dell’auto, ma sarebbe stato più logico un approccio “riparatorio” più attivo. Ad esempio, piantumando grosse quantità di alberi sul territorio, esigenza sempre più avvertita da tutti i cittadini, che stanno toccando con mano il surriscaldamento globale, e non più soltanto dagli ecologisti.

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